Dom 25 Ott 2020 - 1322 visite
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Buoni spesa: “Trovare il link per le domande sul sito del Comune è una caccia al tesoro”

La consigliera Baraldi scrive al sindaco e solleva dubbi: "Volete che arrivino poche domande per poter dire che con il vostro bando originario e discriminatorio avevate esaurito il bisogno dei ferraresi in tempo di lockdown?"

Sembra più una caccia al tesoro che un servizio pubblico. E in effetti a molti può risultare arduo trovare nelle pagine del sito istituzionale del Comune le indicazioni per presentare le nuove domande per i buoni spesa Covid.

Fra gli altri, se n’è accorta Ilaria Baraldi, consigliera comunale Pd, che ha scelto la via del post su Facebook per chiedere spiegazioni al sindaco Alan Fabbri (taggandolo), scegliendo dunque “la modalità della comunicazione social anzichè quella istituzionale, più classica, ben sapendo che preferisce propagandare su Fb che rispondere puntualmente nei luoghi deputati alla politica, come ad esempio il consiglio comunale che, si sa, fa meno audience”.

Va ricordato che una sentenza del tribunale aveva giudicato illogica, illegittima e discriminatoria la delibera della giunta Fabbri sull’erogazione dei buoni spesa, la giunta ha deliberato di ottemperare all’ordinanza del giudice di Ferrara. Il giudice aveva ordinato al sindaco Alan Fabbri di “riformulare i criteri e le modalità di assegnazione”, rimuovendo le clausole relative alla durata del permesso di soggiorno e alla residenza e  consentendo la presentazione di nuove domande per chi presentava (all’epoca del lockdown) “i requisiti relativi alla condizione di disagio economico e alla domiciliazione nel territorio comunale”. “Dopo la condanna, complice l’estate e i concerti – spiega la Baraldi – è passata tutta l’estate senza che il Comune provvedesse a riaprire il bando così, il 14 settembre, protocollavo un question time (al quale, per chi legge, il sindaco o l’assessore competente devono rispondere al primo consiglio comunale utile) col quale chiedevo che intenzione avesse la Sua giunta in merito alla riformulazione del bando, chè le settimane trascorrevano lente… Subito dopo la giunta ha deliberato la riformulazione del bando epurato dei criteri discriminatori (24 settembre) dichiarando con una nota apparsa sul sito del comune che “le procedure per l’attribuzione dei nuovi buoni spesa, verrà riaperta (sic) nelle prossime settimane previa comunicazione con le medesime modalità con le quali era stata attivata nella prima tornata. Poi da allora, più nulla. Passano le settimane e i mille impegni per la narrazione delle gesta della sua amministrazione devono aver impedito agli uffici di dare celermente seguito alla delibera”.

Come fa notare la Baraldi (ma chiunque può verificare), nell’home page del Comune in basso è stato inserito il banner dei buoni spesa, ma cliccandoci sopra si va in una pagina dedicata in cui compaiono ancora le modalità per ottenere i vecchi buoni spesa, i cui termini per presentare le domande sono scaduti da tempo. Non vi è dunque l’aggiornamento con le nuove disposizioni. Guardando molto bene però, in un menù a tendina sulla destra compare la scritta “Nuovi buoni spesa”. Solo cliccando lì si accede alla pagina con i termini aggiornati, per scoprire che le domande possono essere presentate dal lunedì 26 al venerdì 30 ottobre, telefonicamente.

“Ben 5 giorni per provare a ottenere i buoni spesa – commenta Ilaria Baraldi – che poi andranno usati entro e non oltre il 30 novembre. Nessuna ulteriore nota, nessuna ulteriore pubblicità o comunicazione. Se avevi diritto ad accedere ai buoni spesa e ne sei stato escluso, le probabilità che tu venga a sapere che si riapre il bando sono piuttosto basse. Tant’è che tocca avvisare le persone che sappiamo essere rimaste escluse via chat, indicando il link, per agevolare la caccia la tesoro: https://servizi.comune.fe.it/9693/nuove-domande-buoni-spesa”.

Un link ben nascosto nelle pieghe del web che ha fatto sorgere alla consigliera un sospetto: “Allora, sindaco, la domanda sorge spontanea: crede che i suoi cittadini abbiano l’anello al naso, per usare un’espressione gergale? Crede legittimo pensare che così facendo il vostro obiettivo sia che poche persone chiedano i buoni, perchè in pochi lo sanno, in modo da non esaurire le risorse che avete lasciato a disposizione (ossia 30.000 euro sui quasi 700.000 messi a disposizione dallo Stato), o non avere domande in eccesso, e poter poi dire che avevate ragione voi, che con il vostro bando originario e discriminatorio avevate esaurito il bisogno dei ferraresi in tempo di lockdown? Magari mi sbaglio, ma a me il dubbio è venuto. Diciamo che, in ogni caso, con i tanti professionisti della comunicazione di cui si è circondato, avrebbe potuto fare meglio. Lei non crede?”

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