Giovane donna trovata morta alla stazione di Ferrara: indagini in corso
Il corpo senza vita di una giovane donna è stato trovato nella tarda mattinata di venerdì 4 settembre, nell'area della stazione ferroviaria di Ferrara
Il corpo senza vita di una giovane donna è stato trovato nella tarda mattinata di venerdì 4 settembre, nell'area della stazione ferroviaria di Ferrara
Vasta operazione di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato a Ferrara, con particolare attenzione alle aree considerate più sensibili della città, tra cui la zona della stazione, la movida e la prima periferia
È stato arrestato dalla Polizia un uomo sorpreso all’interno di una struttura ricettiva del capoluogo dopo averne forzato l’ingresso
È stato arrestato dagli operatori della Squadra Volante un cittadino straniero controllato nel corso di un servizio di pattugliamento nella zona Gad
Non potrà più avvicinarsi alla madre e alla sorella né ai luoghi da lei abitualmente frequentati dopo anni di vessazioni e percosse
Non maltrattò la madre. Si è concluso con esito positivo per l’imputato il processo che vedeva alla sbarra per maltrattamenti in famiglia M.M., 49enne ferrarese accusato di aver usato violenza fisica e psicologica verso l’anziana mamma.
Fu proprio il genitore, 77 anni, a denunciarlo nella primavera dello scorso anno, salvo ritrattare completamente la propria versione in tribunale, negando ogni episodio di violenza e dichiarando che voleva tornare a vivere con il figlio (attualmente è ricoverata in una struttura sanitari). La ‘versione’ precedente sarebbe stata dettata dal disturbo di natura psichiatrica di cui soffre.
Ieri (giovedì 22 ottobre) in udienza sono stati sentiti gli ultimi testi e le parti sono passate alla fase della discussione.
In sede di arringa difensiva, l’avvocato Pasquale Longobucco ha sostenuto come il dibattimento non abbia permesso di provare i presunti maltrattamenti. E questo, oltre alla ‘ritrattazione’ della anziana madre, sarebbe confermato anche dai testi di accusa e difesa.
La stessa pm Barbara Cavallo, al termine della sua requisitoria, ha chiesto l’assoluzione dell’imputato. Il giudice Silvia Marini ne ha sancito l’innocenza con una sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.
“Ho sempre creduto nell’innocenza del mio assistito – dirà a udienza conclusa Longobucco -, anche quando sin dalle prime fasi di questa triste vicenda tutto sembrava volgersi per il peggio. Ricordiamoci che il mio cliente è stato sottoposto per quasi un anno al divieto di avvicinamento alla madre e al divieto di entrare nella casa di famiglia, finendo costretto così a trovare giacigli improvvisati o a chiedere un tetto ad amici”.
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