Gio 22 Ott 2020 - 88 visite
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I 10 sintomi più cercati su Google dagli italiani (e non solo)

Salute, un tema che domina da mesi le prime pagine dei quotidiani ed è protagonista delle preoccupazioni degli italiani: ma quali sono i sintomi più digitati su Google? L’ultima analisi degli esperti di Lenstore, tra le realtà leader in Europa nella vendita online di lenti a contatto, fa chiarezza analizzando 100 sintomi in 26 Paesi per scoprire i più ricercati. Ecco i risultati.

L’auto-diagnosi è oggi in ascesa, il 27% dei nostri connazionali ha confessato di aver utilizzato Big G per verificare i sintomi di un malessere, arrivando a una diagnosi errata o peggiore di quella fornita poi dal medico.

La scarsa attendibilità del motore di ricerca per l’individuazione delle cause dei sintomi pone l’accento sulla sua capacità di generare invece ansia e frustrazione. I nostri connazionali si preoccupano per la salute, mediamente, due volte a settimana.

Guardando la classifica mondiale dei sintomi più ricercati, al vertice troviamo la diarrea (1.088.970), che ha circa 200.000 click in più al mese rispetto all’ansia, seguita da vertigini (745.600) ed emicrania (713.430). Se si considerano i circa 284 milioni di persone vittime, a livello globale, di disturbi d’ansia, il suo secondo posto non desta certo stupore.

Oltre ad essere un disturbo purtroppo molto diffuso, la diarrea si lega probabilmente al fenomeno dei sintomi imbarazzanti. Anche prurito vaginale e capezzolo rientrante fanno registrare volumi di ricerca mensili elevati, rispettivamente 214.400 e 178.930 ricerche. Sintomi diversi ma accomunati da un potenziale imbarazzo nel confronto con il medico. Ecco quindi che il motore di ricerca diventa, nella prospettiva del paziente, una soluzione più discreta, che pone al riparo da quelle che sono percepite come situazioni disagevoli.

Sintomo

Numero di Ricerche al Mese

Diarrea

1.088.970

Ansia

890.660

Vertigini

745.600

Emicrania

713.430

Insonnia

662.410

Mal di Gola

616.980

Costipazione

601.360

Mal di testa

507.460

Febbre

486.510

Bruciore di Stomaco

456.490

Quali sintomi gli italiani digitano su Google

Il 15% degli italiani ha confessato di aver evitato di rivolgersi al medico nel corso della pandemia temendo il Covid-19. Un segnale che evidenzia la grande apprensione, a tratti probabilmente eccessiva, verso il tema della salute. Questi i dieci sintomi e condizioni più ricercati:

Sintomo

Numero di ricerche al mese

Ansia

40.500

Mal di Gola

33.100

Febbre

27.100

Mal di Testa

27.100

Lingua Bianca

27.100

Diarrea

27.100

Insonnia

27.100

Raffreddore

22.200

Emicrania

18.100

Prurito Anale

18.100

Rispetto alla classifica generale, l’ansia passa dal secondo al primo posto, mentre si riduce l’interesse verso costipazione e vertigini. Entrano invece in top 10 lingua bianca e prurito anale. Se il proprio stato psicologico è la priorità, è altrettanto vero che ritroviamo anche quei sintomi potenzialmente imbarazzanti da esporre al medico.

Gli italiani e l’effetto Covid-19

La pandemia ha portato a una crescita esponenziale di alcuni sintomi. Perdita di gusto, ad aprile, è cresciuto in Italia del 631% rispetto a gennaio. Il trend viene ben evidenziato nella tabella che segue, dove sono indicati alcuni sintomi correlati al Coronavirus nei momenti cruciali dell’epidemia.

Sintomo

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Incremento % da Gennaio ad Aprile

Perdita di gusto

12.160

12.210

72.510

113.630

834,46%

Perdita di olfatto

6.870

6.710

71.070

50.230

631,15%

Mancanza di fiato

154.640

165.580

626.630

407.490

163,51%

Febbre

484.190

545.770

1.393.410

923.080

90,64%

Roshni Patel, BSc (Hons) MCOptom, Professionista e Responsabile ai Servizi di Lenstore, interpreta così i risultati della ricerca: “È interessante il fatto che le persone si affidano ad un motore di ricerca per avere un aiuto medico, piuttosto che rivolgersi ad uno specialista. Il fatto che abbiamo accesso immediato a queste fonti è positivo. Tuttavia quando si tratta di salute, è importante rivolgersi ad un medico specializzato piuttosto che fidarsi delle notizie sul web”.

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