Dom 18 Ott 2020 - 1438 visite
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La Spal fa e disfa. Pari pieno di rimpianti col Pordenone

I biancoazzurri prima rimontano da 2-0 a 2-3 per poi farsi raggiungere ancora una volta nel finale

(foto di Alessandro Castaldi)

di Andrea Mainardi

Surreale partita dei biancoazzurri che si confermano capaci di tutto e niente in questo avvio di Serie B.

Come nelle precedenti uscite gli errori macroscopici si alternano a giocate di categoria superiore, ma a uscirne è ancora un pareggio che lascia tantissimo amaro in bocca.

Dopo i primi orridi venti minuti nei quali il Pordenone spadroneggia segnando con Diaw e Barison, la Spal riesce a ribaltare la partita col proprio tridente offensivo. Prima Castro accorcia e a inizio ripresa il gioiello di Strefezza seguito dal tocco sottomisura di Paloschi completano una rimonta che sarebbe stata oro puro per questa squadra. Ma la Spal non sarebbe la Spal se non si perdesse in errori degni di una partitella tra scapoli e ammogliati. Così, all’ 88′, Murgia controlla di mano un pallone piuttosto agevole in piena area causando un rigore a dir poco ingenuo poi trasformato alla perfezione da Diaw che sigla la sua doppietta personale. È troppo presto per tracciare bilanci o dare sentenze ma, di certo, né mister Marino né la dirigenza spallina possono dormire sonni tranquilli per una squadra che sembra incapace di scrollarsi di dosso le proprie fragilità.

Blackout iniziale. Avvio shock per la Spal che si ritrova subito ad inseguire dopo cinque minuti per merito di Diaw che si libera di Salamon con una spalla, converge verso il centro e trafigge Berisha in mezzo alle gambe con un desto secco. I ritmi sono altissimi tant’è che prima della rete neroverde, Perisan salva da distanza ravvicinata su Castro e l’arbitro Sacchi non assegna un rigore abbastanza palese ai padroni di casa per fallo di Murgia su Butic. In queste fasi concitate la Spal non riesce assolutamente ad entrare in partita ed il Pordenone ne approfitta. Prima Berisha è decisivo a tu per tu con Magnino ma subito dopo Barison di testa raddoppia per i padroni di casa, liberandosi dalla marcatura di Sernicola e sfruttando al meglio il corner di Calò.

Rinascimento estense. Pian piano, dalla mezz’ora in poi, finalmente Vicari e compagni danno segni di vita. Al 28′ Perisan di piede interviene molto bene su Tomovic, liberato dal tocco di Paloschi in area. Nell’azione successiva la partita si riapre per merito di Castro che si avventa di testa sull’ottimo cross di Sernicola battendo Perisan e firmando il suo primo gol in maglia spallina. Adesso è il Pordenone a soffrire tanto che Perisan deve fare gli straordinari sempre su Castro al 40′ per poi venire salvato dalla traversa, che Vicari colpisce di testa su calcio d’angolo.

L’onda lunga della pressione spallina prosegue anche nella ripresa tanto da ribaltare clamorosamente il risultato. Prima c’è il gioiello di Strefezza che di controbalzo dal limite trova il palo lontano con una bellissima conclusione, poi è Paloschi col tap in vincente sottoporta su assist di Tomovic a ribaltare il risultato. Finalmente si vede una Spal in capace di far pesare i propri ‘gradi’ sul terreno di gioco al netto dell’orrendo inizio di partita.

Murgia, ma che fai? Col passare dei minuti e come già successo nelle precedenti partite, la Spal si abbassa troppo nonostante i giocatori di qualità inseriti dalla panchina. Il Pordenone non causa comunque pericoli anche se mantiene alta la pressione dalle parti di Berisha ma all’ 88′ ecco il ‘patatrac’. L’ennesima, pesantissima, amnesia degli ultimi minuti questa volta è ad opera di Murgia che in area lascia rimbalzare una sfera vagante per poi controllarla col braccio. Sacchi non ha dubbi ed assegna il rigore al Pordenone. Diaw ringrazia e spedisce la sfera all’incrocio permettendo ai suoi di trovare un punto assolutamente insperato per come si era messa la partita. Nel finale la Spal si fa altro male con Dickmann che riceve la seconda ammonizione e dovrà saltare la trasferta di martedì a Empoli.

La delusione e l’amarezza sono palpabili per questi quattro punti gettati nelle ultime due partite ed un inizio di campionato al di sotto delle aspettative. Starà alla Spal reagire già dalle prossime gare per non tornare in quello psicodramma che questo gruppo sembra trascinarsi dentro da oltre un anno.

Pordenone – SPAL 3-3
Marcatori: Diaw 5′ e 88′ rig. (P), Barison 18′ (P), Castro 29′ (S), Strefezza 46′ (S), Paloschi 52′ (S).

Pordenone (4-3-1-2): Perisan; Berra (dal 69′ Vogliacco), Camporese, Barison (dal 69′ Bassoli), Falasco; Magnino, Calò, Rossetti (dal 65′ Zammarini); Butic (dal 55′ Musiolik); Diaw, Ciurria.
A disposizione: Bindi, Stefani, Sedi, Pasa, Misuraca, Scavone, Chrzanowski.
All.: Attilio Tesser.

SPAL (3-4-2-1): Berisha; Salamon, Vicari, Tomovic; Sernicola, Murgia, Valoti, D’Alessandro (dal 45′ Dickmann); Castro (dal 68′ Brignola), Strefezza (dal 77′ Missiroli); Paloschi (dal 77′ Se. Esposito).
A disposizione: Galeotti, Thiam, Ranieri, Sa. Esposito, Okoli, Spaltro, Moro, Jankovic.
All.: Massimo Mezzini.

Arbitro: Juan Luca Sacchi di Macerata.
Assistenti: Robilotta, Avalos.
Quarto assistente: Paterna.

Ammoniti: D’Alessandro 31′ (S), Salamon 68′ (S), Magnino 80′ (P), Dickmann 87′ e 92′ (S), Falasco 94′ (P).
Espulsi: Dickmann 92′ (S).

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