Gio 10 Set 2020 - 3737 visite
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Il consigliere Caprini (Lega) indagato per propaganda dell’odio razziale

Perquisizioni e sequestri in casa del poliziotto per l'apprezzamento al post in cui si inneggiava a Hilter e ai forni crematori. Nei guai anche l'imprenditore Faccini, autore dell'odioso messaggio nei confronti del cantante Sergio Sylvestre

Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, con apologia della Shoah. È il reato per il quale è indagato Luca Caprini, consigliere comunale della Lega a Ferrara, nonché ispettore della Polstrada di Altedo e dirigente sindacale del Sap.

L’indagine della Procura di Ferrara riguarda il “like” messo dallo stesso Caprini al post su Facebook in cui l’imprenditore Marco Faccini (anche lui indagato) inneggiava a Hitler e ai forni crematori dopo la contestata esibizione del cantante Sergio Sylvestre nell’intonare l’inno nazionale prima della finale di Coppa Italia del giugno scorso.

“Ma quei signore coi baffi che adoperava i forni non c’è più?” era l’odioso messaggio social scritto da Faccini che accompagnava un’immagine di Sylvestre con “Vergogna” scritto a caratteri cubitali e sul quale Caprini aveva apposto il suo segno di apprezzamento.

Nella prima mattina di mercoledì 9 settembre la Digos, delegata dal sostituto procuratore Andrea Maggioni, ha eseguito delle perquisizioni e dei sequestri nelle abitazioni di Caprini e Faccini. Da quanto si è potuto apprendere, sono stati prelevati i dispositivi informatici – computer e telefoni cellulari – per eseguire degli approfondimenti sul loro contenuto.

Dopo le segnalazioni e le polemiche, Caprini si era discolpato affermando di aver compiuto un “mero errore materiale, imperdonabile” e assicurando di non avere “nessuna propensione o affinità con fascismo e nazismo. L’aver compiuto questo errore non è giustificabile, ne sono consapevole, ma a mia discolpa c’è la mia storia, al di là del fatto che abbia aderito alla Lega”.

“Caprini è turbato, ma si è messo a completa disposizione dell’autorità inquirente nella speranza che presto la bolla si sgonfi – commenta l’avvocato Gianni Ricciuti, che assiste il consigliere comunale -. Non è stato trovato nulla durante la perquisizione e nulla verrà trovato nel telefonino e nel pc sequestrati. Non parliamo di un nazista, ma di uno che per errore e perché senza occhiali ha cliccato su delle cose e poi il giorno dopo, quando gli è stato fatto notare, dice a tutti di aver sbagliato. Non è il comportamento di uno che crede in quelle cose”.

“Mi riservo di guardare le carte”, è il commento dell’avvocato Marco Linguerri che assiste Faccini.

Tra gli interventi molto critici sulla questione c’era stato anche quello di Ilaria Cucchi – informata dalla consigliera comunale Anna Ferraresi – che aveva segnalato il fatto al Capo della Polizia Franco Gabrielli.

Nel tardo pomeriggio di mercoledì si registra anche l’intervento del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri: “Per quello che riguarda le indagini e gli approfondimenti in corso confidiamo nel lavoro corretto degli inquirenti, che si stanno occupando di un caso che, è bene ricordarlo, risulta legato, per quello che riguarda il consigliere Caprini, ad un like di un post su Facebook stigmatizzato come ‘mero errore materiale’. È ovvio che il contenuto della frase al centro della vicenda non è accettabile. È assoluta la presa di distanza, mia personale, in qualità di sindaco e di esponente Lega come anche quella del consigliere Caprini che si è già espresso in tal senso, da quelle affermazioni, come da qualsiasi esaltazione del nazismo e di qualsiasi altro razzismo. Evocare quell’epoca buia e violenta è sbagliato in qualsiasi circostanza e forma”.

 

(articolo modificato dopo la pubblicazione iniziale)

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