Ven 31 Lug 2020 - 743 visite
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Ferrara Fiere riparte con un nuovo cda

Il neo presidente Moretti: “Abbiamo una sfida e farò di tutto perché questo diventi un lavoro proficuo”

Nella foto, da sinistra: Donatella Zuffoli, Andrea Moretti e Silvia Paparella

di Pietro Perelli

Tre membri ferraresi nel nuovo cda dell’Ente Fiera di Ferrara, sono il presidente Andrea Moretti e due consigliere, Silvia Paparella (RemTech Expo) e Donatella Zuffoli (Camera di Commercio).

Insieme a loro nella conferenza di presentazione gli assessori Angela Travagli e Matteo Fornasini oltre al presidente Ferrara Holding Servizi (detiene il 22% di Ferrara Fiera) Luca Cimarelli. Proprio quest’ultimo esprime soddisfazione per “il grande significato” che ha “una maggioranza ferrarese nel cda” di un ente la cui quota di maggioranza è detenuta da Bologna Fiere con il 51% delle quote. Il consiglio di amministrazione è completato da Alessandra De La Ville e Alessandro Savoia.

“Un cda – continua Cimarelli – operativo, preparato e che crede in Ferrara Fiere” con il quale andare oltre le difficoltà pregresse che vanno oltre le vicende giudiziarie. “Persone – spiega sempre Cimarelli – che vengono da ambiti diversi ma che formano una squadra importante”. Parla “della voglia di ricominciare” Angela Travagli per una Fiera che possa acquisire ancora maggiore importanza. Riserva poi un “in bocca al lupo” ai nuovi membri del Cda ricordando che “noi ci siamo e siamo al vostro fianco nel dare impulso alla Fiera che deve diventare un tutt’uno con la città”. Non rinuncia a una stoccata all’opposizione Matteo Fornasini parlando dell’eredità di “una situazione finanziaria molto difficile” per la quale non ha “sentito fare mea culpa da parte dei consiglieri di opposizione che un tempo erano in maggioranza”. “L’amministrazione – continua – ritiene la Fiera un elemento strategico” e ritiene che il nuovo Cda sia composto da “persone che saranno in grado di rilanciarla”.

Parla di “sviluppo, tecnologia e innovazione” Silvia Paparella, da perseguire attraverso “consapevolezza e ambizione”. Questo passa attraverso anche una “transizione ecologica” che significa “sostenibilità ambientale” ma anche “economica”. “Serve condivisione – aggiunge – per un sistema che sia aperto e inclusivo”, un tavolo attorno al quale riunire istituzione, società, università e impresa. “Spirito di fiducia e nuove idee” è ciò che serve secondo Donatella Zuffoli per portare “Ferrara nel mondo e il mondo nella nostra città” senza dimenticare l’indotto che può essere generato. Durante il periodo di lockdown infatti sono stati persi dal comparto fieristico italiano circa 800 milioni di euro che vanno a incidere per 1,4 miliardi si si parla dell’indotto. Un duro colpo che inevitabilmente si ripercuote anche su Ferrara che però “è pronta per salvare anche la Fiera”.

“Abbiamo una sfida e farò di tutto perché questo diventi un lavoro proficuo” esordisce il neo presidente Andrea Moretti ricorda come si stia “cercando di fare il possibile per realizzare eventi”. Ad ottobre probabilmente si terranno i primi senza dimenticare che diversi padiglioni continueranno a essere utilizzati dall’ateneo ferrarese. Il presidente ricorda anche come alcune realtà fieristiche abbiano chiuso le loro attività mentre altre siano già ripartite dopo l’emergenza sanitaria. “Il Covid – afferma – non sarà una scusa per rallentarci” e dovrà essere visto come “occasione di rilancio”.

Non a caso tra le prime cose in programma c’è il lancio della RemTech Week in digitale attraverso, spiega Paparella, “la prima piattaforma mondiale dedicata ai temi dello sviluppo sostenibile”. Una fiera online attraverso la quale numerose aziende che operano nell’ambito dello sviluppo sostenibile potranno incontrarsi digitalmente (sarebbero 10.000 le aziende già iscritte). Una piattaforma che potrà andare in parallelo con il sistema tradizionale di fare fiera e che potrà aprirsi ad altri comparti, primo tra tutti dovrebbe essere quello del Salone Internazionale del Restauro.

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