Degrado e criminalità in Galleria Matteotti: tentata rapina tra minori
In Galleria Matteotti un 14enne con coltello disarmato dagli street tutor dopo un presunto tentativo di rapina ai danni di due coetanei, indagano i Carabinieri
In Galleria Matteotti un 14enne con coltello disarmato dagli street tutor dopo un presunto tentativo di rapina ai danni di due coetanei, indagano i Carabinieri
Sarà il medico legale Margherita Neri - che aveva già effettuato una prima ispezione cadaverica esterna la sera stessa della tragedia - a eseguire l'autopsia sul corpo di Juda Eniezebata, il 27enne di nazionalità nigeriana morto lo scorso mercoledì (26 novembre) all'incrocio tra via Bologna e via Leonello Poletti
Prima ha sottratto circa 250 euro dal registratore di cassa di una bancarella del mercato, poi ha tentato la fuga in bicicletta. Un piano durato però ben poco: un cittadino di origini nordafricane lo ha raggiunto e bloccato, recuperando il denaro, prima dell'arrivo della Polizia di Stato
Non ce l’ha fatta Benedetta Tralli, la fisioterapista ferrarese 29enn rimasta gravemente ferita in un incidente il 17 novembre a Paviole, frazione di Canaro
Solidarietà. È quella che arriva da Alberto Balboni, senatore di Fratelli d'Italia, ai due carabinieri indagati dalla Procura di Ferrara per morte in conseguenza di altro reato, dopo la tragica fine di Juda Eniezebata, il 27enne stroncato da un malore all'incrocio tra via Bologna e via Poletti, dopo essere stato sottoposto a un controllo nella caserma di via del Campo

Alessandro Colombani
Il processo a carico di Igor il russo, ovvero Nobert Feher, per le rapine compiute dalla sua banda nell’estate 2015 si gioca sul filo… di voce. Dopo la testimonianza dei complici Ivan Pajdek e Patrik Ruszo – che accusano il killer serbo ormai pluriergastolano di aver partecipato ai violenti colpi del 2015 a Villanova di Denore, Mesola e Coronella – si attende quella che parrebbe essere una prova schiacciante: la ricognizione vocale.
Dovrà essere Alessandro Colombani, vittima insieme alla madre della brutale rapina avvenuta il 26 luglio nella sua abitazione a Villanova di Denore come unica parte civile a processo e unico testimone diretto, a riconoscere la voce di Igor. “È la sua voce, la riconosco tra mille” aveva confessato tra le lacrime durante l’udienza a febbraio nel ripercorrere quel tremendo pestaggio.
Ora, però, serve il riconoscimento vocale. Si sarebbe dovuto svolgere nell’udienza di mercoledì 15 luglio ma la procura spagnola ha richiesto un atto istruttorio europeo per acquisire la registrazione della voce di Feher, difeso dall’avvocato Gianluca Belluomini e detenuto nel carcere di Teixeira in Galizia. Il presidente del tribunale ha quindi inoltrato il provvedimento formale alla procura di Coruña che invierà l’ordine al direttore del carcere per far registrare la voce del detenuto.
“Hai qualcosa in casa”, “dacci il pin (del bancomat, ndr) o ti massacriamo” sono le minacce in italiano, con accento dell’est, che Colombani è sicuro siano state pronunciate da Igor mentre veniva massacrato di botte. Le stesse frasi che l’imputato dovrà ripetere per la registrazione, in cui sono già impresse le voci di Pajdek, Ruszo e di una terza persona, di origine serba, individuata dal pm Andrea Maggioni per una comparazione oggettiva. Non si esclude che venga acquisita una quinta voce: Colombani, assistito dall’
La rogatoria inevitabilmente allungherà i tempi ma il confronto vocale è fissato per il 21 ottobre e, in caso si riesca a chiudere l’attività istruttoria, la sentenza è attesa per il 28 ottobre. Intanto sono stati sentiti due testimoni: un carabiniere e un agente della Squadra Mobile che hanno seguito le indagini.
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