Gio 11 Giu 2020 - 2125 visite
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L’indagine su Ferrara Fiere partita da un ex pentito di mafia

L'imprenditore Scavuzzo fu un collaboratore di giustizia, tra i testimoni nei processi contro l'ex dirigente del Sisde Bruno Contrada. Gli inquirenti cercano riscontri alle sue accuse

(archivio)

Tutto ruota attorno a Pietro Scavuzzo, ex fornitore di Ferrara Fiere, che con le sue dichiarazioni ha dato il via all’indagine della procura estense sull’appalto da circa 5 milioni di euro per lavori di riqualificazione post-sisma nel quartiere fieristico.

I sequestri e le perquisizioni effettuati nella giornata di martedì 9 giugno fanno parte di una più estesa attività di riscontro di ciò che ha denunciato con un esposto ai carabinieri circa due anni fa.

Scavuzzo però non è un imprenditore qualsiasi. È infatti un ex pentito di mafia, coinvolto in tale veste in processi molto importanti per la storia recente d’Italia, uno su tutti: il processo sui rapporti tra Cosa Nostra e l’ex dirigente del Sisde Bruno Contrada (condannato in via definitiva per concorso esterno, ma la condanna è stata revocata per via della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo). Scavuzzo – pentito dal 1993 – fu proprio fra i teste chiave insieme ad altri collaboratori di giustizia tra i quali i ben noti Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo e Salvatore Cancemi. La sua collaborazione contribuì anche a identificare in Vincenzo Virga (arrestato dopo 10 anni di latitanza) il capo mandamento di Cosa Nostra nel Trapanese. Negli anni seguenti risultano alle cronache altre sue rivelazioni, ad esempio su un traffico illegale di scorie radiottive tra Mazara del Vallo, Marsala e Castelvetrano.

Gli inquirenti, come detto, stanno cercando riscontri alle sue accuse che coinvolgerebbero anche altre persone, oltre agli indagati già noti, sulle quali però – al momento – non risultano esserci elementi abbastanza solidi neppure per l’iscrizione nel registro degli indagati.

Al momento, lo ricordiamo, 14 persone sono iscritte a vario titolo nel registro degli indagti per le ipotesi di peculato, concussione, corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta al falso ideologico e materiale e alla truffa.

Tra loro ci sono il presidente attuale di Ferrara Fiere, Filippo Parisini, l’ex presidente Nicola Zanardi; i vertici della società esecutrice dei lavori, la AeC di Modena (Sandro Mantovani e Stefano Zaccarelli); il direttore dei lavori Davide Grandis; il presidente di Acer Ferrara (che fece da stazione appaltante) Daniele Palombo e i dirigenti del servizio tecnico Marco Cenacchi e Massimo Cazzola.

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