
Mario Staderini
Hanno salito i graditi dello scalone municipale con un pacco di proposte civili. All’interno, oltre 1300 firme apposte in calce a 10 petizioni popolari rivolte all’amministrazione. Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, Paolo Niccolò Giubelli e Mario Zamorani, segretario e presidente di Radicali Ferrara, hanno consegnato ieri mattina al presidente del consiglio comunale Francesco Colaiacovo le proprie idee per “una visione della città all’insegna della valenza civile”.
“Colaiacovo si è dimostrato interessato alle nostre istanze – afferma Staderini – e ha garantito che entro il termine previsto di 60 giorni la giunta le porterà in consiglio”. Oltre a interessato, Colaiacovo si è dimostrato anche “sorpreso nel constatare che una delle nostre petizioni – aggiunge il segretario nazionale -, quella relativa all’anagrafe pubblica degli eletti, è già stata deliberata lo scorso anno e votata all’unanimità in consiglio”.
“Quella nostra proposta vuole dare trasparenza alla politica – continuano i radicali -, pubblicando situazione patrimoniale e attività amministrativa degli eletti in consiglio e dei componenti dei cda delle aziende pubbliche. Come sempre la politica è riottosa a riforme che riguardano se stessa. Ora chiediamo al sindaco una data precisa per la sua attuazione”.
Staderini non rinuncia a qualche piccola polemica. A cominciare da chi non ha voluto appoggiare la loro battaglia di trasparenza. “Abbiamo cercato di coinvolgere l’esponente in consiglio del Movimento 5 Stelle, ma non si è dimostrato interessato. Forse, come Grillo a livello nazionale, ha tutto l’interesse a far cancellare le nostre posizioni”.
Oltre a Tavolazzi, nel mirino del segretario finisce anche Simone Merli, accusa il segretario cittadino del Pd di aver avuto “una chiusura a priori nei nostri confronti negando la possibilità a una nostra iscritta che avevamo proposto come dirigente di ricoprire quella carica con la pretesa di inconciliabilità tra la nostra carica e quella che ricoprirebbe nella segreteria cittadina”.
“È curioso – punge Staderini – vedere come i due partiti che litigano tutti i giorni come antagonisti, si trovano alleati contri i radicali”.
A stretto giro di posta arriva la replica di Merli, che non ci sta a “risultare colui che, pensandola semplicemente diversamente dai radicali sulle modalità di gestione di un partito e dei rapporti con gli alleati, sia coalizzato contro di essi, essendo queste, affermazioni che non trovano nessuna ragionevole motivazione”.
“Premetto che diversi contenuti proposti recentemente dai radicali locali, trovano la mia condivisione – assicura Merli -, ciò non toglie che la modalità con la quale si cerca con noi un dialogo, non la condivido. Continuo a ritenere, non solo poiché sostenuto dal Capo I art.2 comma 9 dello Statuto, ma per convinzione politica, che un dirigente politico di un partito, possa e debba esserlo di un solo partito, riterrei anomalo il contrario. Ciò che non significa escludere il dialogo, bensì attuarlo distinguendo appartenenze e responsabilità. Il dirigente politico a cui è stato chiesto di esser dirigente dei radicali, è libero di compiere la sua scelta, io, da segretario, libero di compiere la mia”.
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