Quasi 6mila lavoratori stranieri nell’agricoltura ferrarese
Il report di WeWorld mette sotto la lente le campagne della provincia. Il sommerso potrebbe arrivare al 30%, mentre Agribus sottrae spazio ai caporali
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Un uomo di 76 anni è rimasto ferito nella giornata di venerdì 24 luglio dopo essere stato investito mentre attraversava sulle strisce pedonali a Bosco Mesola, attorno alle 18.45
Arriva il via libera all'ampliamento dell'autostrada A13 in tutta la tratta Bologna-Ferrara: con corsia fissa nel tratto Bologna-Interporto e con una corsia dinamica nel tratto Interporto-Ferrara
In arrivo altro maltempo per la provincia di Ferrara, per cui la Protezione Civile dell'Emilia-Romagna ha emanato un'allerta gialla per i territori comunali di Goro, Mesola, Codigoro e Comacchio
È durato pochi minuti, ma con una violenza probabilmente superiore a quella del nubifragio dello scorso 15 luglio, il fortunale che intorno alle 12.30 di martedì 21 luglio ha nuovamente colpito Ferrara e la sua provincia, provocando danni e disagi tra allagamenti, incidenti stradali e alberi abbattuti: tutte le foto e video
Massenzatica. A pochi chilometri dal devastante incendio che ha divorato più di venti ettari di pineta a Mesola, è scoppiato un secondo rogo che ha distrutto una vasta porzione delle dune fossili di Massenzatica. Uno scempio consumato in una riserva naturale, su cui non ci sono praticamente dubbi sull’origine dolosa.
Le fiamme hanno iniziato a divampare nella serata di mercoledì 3 giugno, attorno alle 19, a distanza ravvicinata dalla pineta che brucia da martedì. I vigili del fuoco, dopo aver messo sotto controllo il primo rogo in pineta, sono corsi a spegnere l’altro grosso incendio nell’area delle dune tra Massenzatica e Italba.
Al lavoro quattro squadre di vigili del fuoco dei distaccamenti di Portomaggiore, Ferrara, Codigoro e Comacchio fino a serata inoltrata, quando sul posto sono rimasti i colleghi di Portomaggiore per scongiurare altri focolai. Si è anche cercato di salvare le tartarughe che popolano questa riserva naturale, ma purtroppo alcuni esemplari sono stati bruciati vivi e altri rimasti feriti.
“Vorrei ringraziare quel deficiente che ha acceso il fuoco nelle dune fossili di Massenzatica che ha bruciato anche questa povera tartaruga. Ancora una volta qualcuno dopo l’incendio di ieri ha pensato di appiccarne un altro. Non oso pensare che sia autocombustione” è il primo commento del sindaco di Mesola Gianni Michele Padovani durante il primo sopralluogo per valutare l’entità dei danni, ingentissimi, e vergognosi se si considera l’origine dolosa in una zona di protezione ambientale.
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