La vicenda del grattacielo di Ferrara non è soltanto una questione di sicurezza edilizia, ma rappresenta, secondo il consigliere comunale Pd Massimo Buriani, un caso emblematico di politiche abitative, gestione del patrimonio pubblico e responsabilità amministrative
Insulti, abusi psicologici, dinamiche manipolative e violenze anche nei confronti di minorenni. Una sorta di nuovo caso Maccarani investe Ferrara e uno degli sport che vede la città estense eccellere in Italia e nel mondo
Finisce col crollo dell'intero impianto accusatorio il processo Fiera bis, che vedeva tra gli imputati l'ex sindaco Tiziano Tagliani e l'ex assessore Aldo Modonesi. Per loro, durante la mattinata di venerdì 20 febbraio, il gup Andrea Migliorelli del tribunale di Ferrara ha rispettivamente pronunciato sentenza di proscioglimento e assoluzione
Chiedevano al Comune di Ferrara, in quanto residenti nella zona di Piazza Ariostea, di conoscere quali autorizzazioni siano state concesse per gli eventi del Summer Festival del 2026. Una richiesta, firmata da 33 cittadini, che risale al 10 dicembre 2025 ed era diretta a tre enti: Comune di Ferrara, Sovrintendenza e Arpae
Paura, tanta paura, ma fortunatamente nulla di grave ad Ambrogio dove, durante il pomeriggio di mercoledì 18 febbraio, un'automobile con a bordo papà, mamma e due figli, di cui uno di 9 anni, è uscita autonomamente di strada
Mesola. Il 16gennaio dello scorso anno, nell’effettuare la rapina alla filiale di Bosco Mesola di BancAdria-Credito cooperativo del Delta, non avevano fatto bene i conti con le telecamere di sorveglianza presenti non solo nella banca, ma anche nelle abitazioni vicine. E a tradirli, alla fine, è stata l’auto usata per la fuga, una Ford Kuga nera.
Nella mattina di giovedì 28 maggio, i carabinieri di Comacchio hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere per il reato di rapina in concorso: una a carico di G.G., foggiano di 44 anni, fino a poco tempo fa residente a Lido di Volano, poi ai domiciliari a casa della madre a San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento; l’altra per C.C. 41enne nato in provincia di Udine, attualmente in carcere per altri reati ad Ascoli Piceno. Nei confronti di un altro 41enne – S.D., anche lui foggiano, è stato notificato invece un avviso di garanzia.
Quel 16 gennaio, verso mezzogiorno, a entrare nella banca di piazza Vittorio Veneto furono in due: maschi, con accento meridionale, entrambi con il volto parzialmente coperto, uno di loro armato di taglierino. Dopo aver minacciato e immobilizzato parzialmente il direttore e il cassiere con delle fascette di plastica, portarono via più di 43mila euro in contanti, facendosi aprire la cassaforte e un cassetto (dove c’erano 235 euro), dandosi poi alla fuga in sella a due bici, con le quali erano arrivati sul luogo della rapina.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza della banca, nonché di quelle delle abitazioni adiacenti, hanno consentito agli inquirenti di chiarire la dinamica dell’evento, permettendogli d’individuare in una Ford Kuga di colore nero l’autovettura sospettata come mezzo per la successiva ‘vera’ fuga dopo l’abbandono delle biciclette, ritrovate poi nelle vicinanze della banca.
Qualche sospetto, ai carabinieri del nucleo operativo di Comacchio e ai colleghi di Mesola, venne subito, grazie alla conoscenza del territorio e di chi lo frequentava. Così concentrarono subito le attenzioni su un’abitazione di Lido di Volano in cui risiedeva un pregiudicato già noto (G.G).
Proprio sotto l’abitazione, mezz’ora circa dopo la rapina, i carabinieri notarono la presenza di un’auto: una Ford Kuga di colore nero. Particolare non da poco: al tempo G.G. era sottoposto ai domiciliari. Altro particolare per nulla irrilevante: il cofano motore della Kuga era ancora caldo, segno che l’auto era stata utilizzata di recente.
Dopo pochi minuti, dall’abitazione uscì un uomo che si mise alla guida della Ford e venne immediatamente pedinato dai carabinieri che, a un certo punto, decisero di fermarlo con l’ausilio di un equipaggio del Nucleo Radiomobile appositamente allertato. Alla vista dei militari, la Ford con il suo conducente forzarono però il posto di blocco, riuscendo a far perdere le proprie tracce.
I carabinieri si recarono dunque nell’abitazione per una perquisizione: trovarono i capi d’abbigliamento utilizzati dai rapinatori (pantaloni, maglie, berretti e guanti), il taglierino, le fascette da elettricista, una borsa di plastica flessibile, di colore blu, con una prima etichetta “BancAdria – Credito Cooperativo del Delta” e un’altra con la scritta “Filiale di Bosco Mesola”.
I successivi accertamenti tecnici eseguiti sui reperti posti sotto sequestro e sulla vettura, nonché i raffronti tra gli indagati e le immagini delle telecamere di sicurezza, hanno permesso ai militari di attribuire ai tre la rapina.
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