Dom 24 Mag 2020 - 350 visite
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Test sierologici ai dipendenti e riorganizzazione: i sindacati chiedono più trasparenza all’Ausl

Dalle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil ammonimento all'azienda sanitaria locale: “Necessario che non esistano in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, lavoratrici e lavoratori di serie A e di serie B”

Ritardi nell’effettuazione dei test sierologici a una parte di lavoratori della sanità ferrarese, poca trasparenza e tempestività nella divulgazione dei dati da parte dell’Asul e problemi nel conoscere la riorganizzazione delle attività nella ‘Fase 2”. Ad indicare questi punti d’ombra sono Erika Salvioli, Sonia Uccellatori e Leonardo Uba delle segreterie di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl.

“Nelle aziende sanitarie ferraresi, per il personale delle ditte in appalto, nonostante la condivisione di tale necessità e l’adozione di atti formali che lo prevedono, non è stata ancora messa effettivamente a regime la programmazione per tutti, dei test sierologici di detti operatori, dagli addetti alle pulizie, ai manutentori, al personale deputato ai trasposti interni”, denunciano i tre sindacalisti in una nota congiunta.

Proprio per l’ultima categoria di lavoratori, “che lavora fianco a fianco con gli operatori della sanità pubblica dell’Ospedale di Cona, non è stato ancora effettuato alcun test sierologico. Così come non sono stati effettuati i test sierologici al personale amministrativo e tecnico, nonostante le nostre ripetute richieste, dipendenti dell’ Azienda Usl, mentre sono stati fatti a quelli dell’Azienda Ospedaliera, pur lavorando nei cosiddetti ‘servizi comuni’, nello stesso servizio quindi, ma con trattamento diverso evidentemente”.

Una disparità che fa dire ai sindacati che, sebbene vi siano delle oggettive difficoltà dovute anche ai continui cambi normativi, “alla luce dell’esperienza vissuta fino ad ora, alcune certezze però le abbiamo, e di certo tra queste vi è la necessità che non esistano in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, lavoratrici e lavoratori di serie A e di serie B”.

I sindacalisti chiedono “ancora una volta” una “maggiore trasparenza e chiarezza da parte dell’Ausl”, lamentando in particolare che “non ci vengono inviati i dati sugli screening effettuati sui dipendenti, non abbiamo contezza del personale risultato positivo al tampone ad oggi dall’inizio dell’emergenza, solo dati parziali e difficili da trovare, l’unico luogo indicato per la divulgazione dei dati è il sito dell’azienda ospedaliera, ma purtroppo i dati Ausl sono parziali e mai aggiornati”.

Oltre alla trasparenza sui dati, i sindacati hanno delle proposte per le aziende sanitarie del territorio: “Riteniamo che sia doveroso ed imprescindibile disporre i varchi di controllo in ogni ingresso di ogni struttura sanitaria per misurare la temperatura e verificare la corretta adozione delle misure di sicurezza”, ma anche qui “spiace evidenziare che l’Azienda Usl di Ferrara, in questo, ancora sta prendendo tempo, anche se la data del 18 maggio è trascorsa da un po’ ormai”.

C’è poi la questione della ripresa graduale delle normali attività sanitarie: “Occorre conoscere come verrà riprogrammata l’attività chirurgica, le agende per gli appuntamenti e come verranno ridefiniti gli spazi all’interno dei reparti e degli ambulatori, sono nozioni fondamentale per la cittadinanza intera e per chi vi lavora – evidenziano Salvioli, Uccellatori e Uba -. Occorrono modifiche organizzative e strutturali, anche temporanee, che permettano di dare risposta ai tanti cittadini che in questi mesi non hanno potuto fare visite e interventi, ma in assoluta sicurezza. Tutte le lavoratrici e i lavoratori della sanità sono come sempre pronti a garantire le migliori prestazioni assistenziali e di cura in ogni situazione e lo hanno ampiamente dimostrato, ma deve essere sempre garantita loro la sicurezza, devono essere coinvolti nelle riorganizzazioni, servono protocolli precisi e chiari sui comportamenti da adottare”.

“Non vogliamo che la nostra sanità pubblica faccia un solo passo indietro, questo sarebbe un punto di non ritorno – concludono i sindacalisti -. Abbiamo visto quanto il nostro Sistema sanitario nazionale sia fondamentale, non possiamo derogare alla necessità di trovare nuovi equilibri che rappresentano la vera sfida che ci ha imposto questa pandemia. Esternalizzazioni e delocalizzazioni ha reso il nostro sistema maggiormente vulnerabile, non solo per l’impatto economico che ciò ha avuto sulla nostra economia, ma per l’inguaribile ferita aperta dagli oltre 32 mila nostri connazionali che per sempre lascerà una cicatrice indelebile nelle nostre anime”.

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