Gio 16 Apr 2020 - 710 visite
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Coronavirus nelle case di riposo, Ugl e M5S vogliono vederci chiaro

Aumentano i contagi nelle Rsa. Bevilacqua: “Garantire sicurezza a lavoratori”. Piccinini: "Istituire commissione d'inchiesta"

I numeri sono impietosi. Aumentano i contagi e i lutti innescati dal Coronavirus nelle Rsa dell’Emilia-Romagna. In tutta Italia l’Istituto superiore di sanità ha censito nell’ultima statistica: 3.859 morti in almeno 577 strutture su 2.399 esistenti. E i positivi aumentano, purtroppo, anche nel personale.

L’Emilia-Romagna risulta al 3° posto per numero di contagi e lutti nelle strutture per anziani. Su 52 Rsa quelle interessate da casi positivi sono 16 e si sono registrati 352 decessi totali, 363 ospiti ricoverati in ospedale, e altri 150 destinati a regime di quarantena. Tra i 2500 operatori impegnati nelle strutture, i casi positivi sono 95. E i dati ovviamente sono in corso di aggiornamento.

“In alcune strutture dell’Emilia-Romagna, sempre secondo lo studio dell’Istituto superiore di sanità, si registra fra il 40% e il 50% del personale, dei dipendenti, colpito e contagiato dal Coronavirus, soprattutto nel bolognese. Come sindacato abbiamo chiesto e lo ribadiamo oggi che al personale in servizio nelle Rsa, nelle strutture ospedaliere e nelle altre strutture socio sanitarie e assistenziali convenzionate si consenta di operare e lavorare nelle massime condizioni di sicurezza per evitare la diffusione del contagio da Covid-19. Le statistiche ci dicono che ad oggi qualcosa non ha funzionato” afferma in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale dell’Ugl Emilia-Romagna.

Da quando è l’esplosa la pandemia sono aumentati gli accertamenti dei Nas negli istituti e nelle case di riposo per anziani della nostra regione per verificare il corretto e capillare uso dei dispositivi di protezione individuale. E in alcuni casi – anche su segnalazione di parenti e operatori sanitari – “si parla di esposti già pronti da presentare alla magistratura, oppure di procure che si stanno muovendo in maniera autonoma per vederci chiaro sui decessi e sui contagi nelle case di riposo, come alla “Zangheri” di Forlì”.

Tullia Bevilacqua

“Le cronache ci riportano casi di infermieri o operatori socio sanitari che lavorando nelle strutture lamentavano ritardi nell’arrivo delle mascherine, dei camici, degli igienizzanti. In attesa che le autorità raccolgano tutte le informazioni necessarie per appurare se tutto si sia svolto secondo le procedure di sicurezza, oppure se qualcosa non abbia funzionato nelle disposizioni per tenere lontano il contagio” aggiunge il segretario Ugl che ritiene che “fosse già nei compiti della catena di controllo degli istituti accertare che la situazione fosse ogni giorno in massima sicurezza. È del tutto implicito che ad emergenza sanitaria finita ci sarà modo di accertare l’esatta responsabilità delle situazioni critiche venutesi a creare”.

Il sindacato “apprezza lo sforzo della Regione rispetto alla produzione e consegna delle mascherine e dei dispositivi di protezione individuale” (due milioni già consegnate ai Comuni, un milione conferito alle associazioni di categoria ed un altro milione in consegna dalla prossima settimana) e auspica alla luce di quanto sta accadendo “un’attenzione particolare anche nella fornitura del materiale al personale sanitario ed agli operatori delle Rsa dell’Emilia-Romagna”.

Il M5S chiede anche una commissione d’inchiesta sulle condizioni che hanno determinato l’elevata diffusione del coronavirus all’interno delle strutture residenziali e assistenziali per anziani. A chiederlo è Silvia Piccinini che ha già depositato ufficialmente l’atto in Assemblea legislativa.

Silvia Piccinini

La capogruppo ricorda che “l’Istituto superiore di sanità ha già avviato un’approfondimento per acquisire informazioni sulla gestione di eventuali casi sospetti e confermati di infezione da coronavirus nelle circa 2.500 strutture censite nella mappa online dei servizi per le demenze” e che in “alcune regioni sono state avviate indagini da parte degli organi inquirenti, partendo da segnalazioni di familiari per occultamento degli esiti del contagio e di cartelle cliniche”.

La pentastellata spiega: “Conoscere quanto è accaduto, anche nella nostra regione, è indispensabile non solo come imperativo etico e civile, ma anche come condizione imprescindibile a ridefinire il sistema socio-assistenziale del ‘dopo emergenza’ e per definire quali debbano essere le condizioni attraverso le quali rendere efficace e sicuro il nostro welfare anche rispetto ai rischi da epidemie”.

Parallelamente, la stessa Piccini propone una commissione speciale all’interno dell’Assemblea Legislativa che si occupi della “ripartenza” economica dopo la fine dell’emergenza.

“La ripartenza da tutti noi auspicata alla fine di questo momento di grande difficoltà si configura non tanto come un semplice momento di riavvio delle normali attività economiche che sono state sospese a causa dell’emergenza Coronavirus, ma come un complesso ed articolato processo che comporterà l’adozione di misure differenziate, corali ed innovative – spiega Piccinini –. Come abbiamo ormai imparato a capire, esisterà un ‘prima’ e un ‘dopo’ il Coronavirus che condizionerà le nostre vite: e questo vale in particolare per il tipo di società, di economia, di relazioni che ne scaturirà, attraverso uno sforzo congiunto delle istituzioni, degli individui, delle organizzazioni. In questo contesto crediamo sia necessario assicurare la partecipazione attiva dell’Assemblea Legislativa all’analisi, alla progettazione, all’accompagnamento e alla verifica del processo di ripartenza economica e sociale nella nostra regione, prevedendo occasioni di ascolto e confronto con diversi attori, istituzionali, sociali ed economici, al fine di contribuire attivamente alle scelte che dovrà mettere in campo la Regione”.

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