Codigoro. “Una riservatezza che non va confusa con l’anonimato”. Dopo la seconda lettera pubblicata ieri su Estense.com (leggi il testo) i “dissidenti” del Pd di Codigoro tornano a spiegare le ragioni che li hanno indotti a far recapitare alle redazioni due lettere (vai alla prima lettera) di accusa verso il modo di gestione del circolo locale. Cinque componenti – diventati sei nella seconda missiva – lamentano la presunta mancanza di collegialità interna al circolo e annunciano, “a riprova della determinazione a far emergere il disagio senza necessità di nascondimenti”, che “presso la segreteria di circolo e provinciale è già depositata una lettera di dimissioni di uno dei firmatari, e un successivo documento più approfondito verrà, a breve, portato all’attenzione del consiglio direttivo”.
“Abbiamo scelto questa forma – afferma uno dei firmatari – per evitare strumentalizzazioni, a maggior ragione in vista di una scadenza elettorale come quella delle amministrative per il nostro Comune”. Ma le reazioni ottenute (vai all’articolo) alla loro esternazione non sembrano aver soddisfatto i componenti di minoranza. Eppure la situazione codigorese non è un fulmine a ciel sereno. “Si parla di anni – sottolineano i mittenti – in cui si lavora in un clima poco sereno. Prova ne è il fatto che fino a poco tempo fa a Codigoro stava nascendo un nutrito gruppo di giovani che si erano avvicinati al Pd, ma di fronte a certi atteggiamenti abbiamo assistito impotenti a una diaspora”.
“Il segretario provinciale – aggiunge uno dei sei “ribelli” – era già stato informato in via ufficiosa di quanto avveniva nel circolo e all’interno dei nostri organismi dirigenti da tempo erano emerse le nostre istanze”. Istanze però “rimaste a livello locale inascoltate nelle migliori delle ipotesi, quando non cassate con atteggiamenti arroganti e offese nel senso letterale del termine”.
Da quanto si apprende Paolo Calvano avrebbe già chiesto una riunione della segreteria per domani sera, che sarà però posticipata di qualche giorno per evitare la concomitanza con la serata di chiusura della fiera paesana. Dall’incontro i firmatari si attendono una presa di posizione del segretario provinciale: “deve far sentire la sua voce e fare in modo che le voci di dissenso non rimangano lettera morta”.
Uno dei punti di discussione dovrebbe essere anche il comitato dei garanti, un organismo non solo definito “superfluo” (dal momento che non è previsto dallo statuto ed esiste già l’organismo a livello provinciale), ma “spacciato come votato all’unanimità quando invece così non è stato: su dieci votanti ci furono due contrari e un astenuto. Più che un organo di garanzia della democrazia interna ci sembra quasi una sorta di tribunale speciale”.
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