‘Ndrangheta a Ferrara. Il mondo della cosca Gallace
Il Kartodromo potrebbe essere una sorta di missione in avanscoperta, un test, un assaggio. Magari può essere l’inizio
Il Kartodromo potrebbe essere una sorta di missione in avanscoperta, un test, un assaggio. Magari può essere l’inizio
Figura anche il nome di Francesco Carità tra le 26 persone indagate dalla Procura distrettuale antimafia di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte infiltrazioni della 'Nrangheta nei circuiti di minimoto di Aprilia, Acerra e Ferrara
Tornerà in aula col nuovo anno il processo d'appello per la maxi-inchiesta Wall Street che, ad aprile 2022, quattro anni dopo l'inizio delle indagini, portò a una pioggia di condanne in primo grado per lo spaccio di droga in zona Gad da parte di clan nigeriani, ai piedi del Grattacielo
Lo scorso 21 ottobre, i carabinieri di Baura supportati dai colleghi di Pontelagoscuro e Porotto, hanno arrestato quattro giovani di età compresa tra i 20 e i 23 anni residenti in altre province, con l’accusa di rapina aggravata in concorso e lesioni personali gravi
Avrebbe minacciato con metodi mafiosi un possibile concorrente per l'assegnazione del circuito di Via Diana, facendolo desistere dal partecipare alla gara. Nemmeno due mesi dopo, il Comune di Ferrara assegnava in concessione per la durata di dieci anni il kartodromo
Non era capace d’intendere e di volere quando il 4 novembre del 2018, all’ospedale di Cona, staccò la spina al respiratore della sua vicina di stanza. Per il 58enne M.M. è arrivata l’assoluzione, perché non imputabile, dalla pesante accusa di tentato omicidio.
Il tribunale di Ferrara ha però al contempo disposto il suo ricovero in una Rems, una Residenza per l’esecuzione delle misure di pubblica sicurezza, per almeno 5 anni.
L’uomo – assistito dall’avvocato Stefano Tubi – si trovava a Cona per problemi polmonari e il suo gesto sarebbe stato dettato dal fastidio per un sibilo emesso dalla pompa del respiratore, fatto cessare staccando direttamente il cavo della corrente e poi chiudendo la porta della stanza. Ad accorgersi di tutto fu un’infermiera che, notando la porta chiusa, entrò per controllare che tutto fosse in regola e trovò l’uomo con ancora la spina in mano, salvando così la signora.
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