Degrado e criminalità in Galleria Matteotti: tentata rapina tra minori
In Galleria Matteotti un 14enne con coltello disarmato dagli street tutor dopo un presunto tentativo di rapina ai danni di due coetanei, indagano i Carabinieri
In Galleria Matteotti un 14enne con coltello disarmato dagli street tutor dopo un presunto tentativo di rapina ai danni di due coetanei, indagano i Carabinieri
Sarà il medico legale Margherita Neri - che aveva già effettuato una prima ispezione cadaverica esterna la sera stessa della tragedia - a eseguire l'autopsia sul corpo di Juda Eniezebata, il 27enne di nazionalità nigeriana morto lo scorso mercoledì (26 novembre) all'incrocio tra via Bologna e via Leonello Poletti
Prima ha sottratto circa 250 euro dal registratore di cassa di una bancarella del mercato, poi ha tentato la fuga in bicicletta. Un piano durato però ben poco: un cittadino di origini nordafricane lo ha raggiunto e bloccato, recuperando il denaro, prima dell'arrivo della Polizia di Stato
Non ce l’ha fatta Benedetta Tralli, la fisioterapista ferrarese 29enn rimasta gravemente ferita in un incidente il 17 novembre a Paviole, frazione di Canaro
Solidarietà. È quella che arriva da Alberto Balboni, senatore di Fratelli d'Italia, ai due carabinieri indagati dalla Procura di Ferrara per morte in conseguenza di altro reato, dopo la tragica fine di Juda Eniezebata, il 27enne stroncato da un malore all'incrocio tra via Bologna e via Poletti, dopo essere stato sottoposto a un controllo nella caserma di via del Campo
Assolto perché incapace di intendere e di volere, ma al termine dei 7 anni di reclusione che sta scontando per altri reati, dovrà essere ospitato in una Residenza per l’esecuzione delle misure di pubblica sicurezza in quanto soggetto socialmente pericoloso.
Si conclude così il processo a carico di Raul Rodrigues Da Silva (assistito dall’avvocato Vincenzo Bellitti), 36enne italo-brasiliano imputato per violenza sessuale per aver palpeggiato una donna residente in provincia e averla minacciata di morte mentre si trovavano entrambi nella stazione ferroviaria di Ferrara, il 22 agosto del 2016.
Nell’udienza precedente – e pure in quella di giovedì mattina a dire il vero – era visibile a occhio nudo che l’imputato non avesse alcuna idea dei limiti esistenti nei rapporti interpersonali con le donne, peraltro aveva ammesso di non riuscire a trattenersi e di avere anche avuto a che fare con degli specialisti. Anche per questo era stato disposto un esame della sua cartella sanitaria e poi una perizia psichiatrica che ha confermato come Da Silva, che sconta una pena definitiva per aver molestato delle minorenni, non è in grado di intendere e di volere, ma che è al contempo un soggetto pericoloso e bisognoso di assistenza.
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