Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di nazionalità tunisina morto dopo il tragico incidente stradale avvenuto nella serata di sabato 20 giugno - intorno alle 21.20 - lungo via Copparo
Ra'ed Dawoud resta in carcere a Ferrara. Il Tribunale del Riesame di Genova ha infatti confermato con una nuova ordinanza la misura della custodia cautelare nei confronti del palestinese detenuto nella casa circondariale dell'Arginone
Tragico incidente stradale nella serata di sabato 20 giugno a Ferrara. Intorno alle 21.20, in via Copparo, poco oltre il Centro Spal, due automobili si sono scontrate e una persona ha perso la vita
Paura ma fortunatamente nessuna grave conseguenza nella tarda mattinata di domenica 21 giugno lungo la Strada Adriatica, in località Ripapersico, dove un'autovettura è uscita di strada finendo ribaltata
Assolto perché incapace di intendere e di volere, ma al termine dei 7 anni di reclusione che sta scontando per altri reati, dovrà essere ospitato in una Residenza per l’esecuzione delle misure di pubblica sicurezza in quanto soggetto socialmente pericoloso.
Si conclude così il processo a carico di Raul Rodrigues Da Silva (assistito dall’avvocato Vincenzo Bellitti), 36enne italo-brasiliano imputato per violenza sessuale per aver palpeggiato una donna residente in provincia e averla minacciata di morte mentre si trovavano entrambi nella stazione ferroviaria di Ferrara, il 22 agosto del 2016.
Nell’udienza precedente – e pure in quella di giovedì mattina a dire il vero – era visibile a occhio nudo che l’imputato non avesse alcuna idea dei limiti esistenti nei rapporti interpersonali con le donne, peraltro aveva ammesso di non riuscire a trattenersi e di avere anche avuto a che fare con degli specialisti. Anche per questo era stato disposto un esame della sua cartella sanitaria e poi una perizia psichiatrica che ha confermato come Da Silva, che sconta una pena definitiva per aver molestato delle minorenni, non è in grado di intendere e di volere, ma che è al contempo un soggetto pericoloso e bisognoso di assistenza.
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