Mer 15 Gen 2020 - 9504 visite
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Il docente ferrarese del rap è il miglior insegnante d’Italia

Marco Toscano vince l’Atlante Italian Teacher Award con il suo progetto “The New Poets”: "Prossimo obiettivo? Entrare nel circuito delle radio"

di Lorenzo De Cinque

Grande riconoscimento per Marco Toscano, docente di italiano presso l’Ipsia “Ercole I d’Este” di Ferrara (Iis Copernico-Carpeggiani), il quale è salito sul podio dei quattro docenti vincitori dell’Atlante Italian Teacher Award, un vero e proprio Nobel per i migliori insegnanti d’Italia nato dalla collaborazione tra Repubblica@Scuola e United Network. I docenti vincitori, in particolare, saranno protagonisti di una settimana di studio, lavoro e formazione nelle scuole di New York.

La cerimonia di premiazione si è svolta proprio lunedì a Roma presso l’Auditorium Santa Cecilia. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso grande apprezzamento per questa iniziativa “che mira a dare un giusto riconoscimento al ruolo del docente selezionando quelle attività didattiche che si sono distinte per qualità e risultati”.

Il merito del prof. Toscano, lucano trapianto a Ferrara, è quello di aver dato vita al progetto “The New Poets”, una vera opportunità per i ragazzi che, tramite il rap, sono riusciti a dar voce a esperienze personali nonché a toccare ampie tematiche sociali, quali bullismo, mafia, razzismo, Dsa e violenza di genere. I prodotti di questa attività didattica sono state canzoni corredate da videoclip, interamente realizzati dagli studenti sotto la supervisione del docente.

Tra queste, “La nostra rivolta (la Poesia sfida il razzismo)”, “Sarò me stesso (la Poesia sfida il bullismo)”, “Capaci (la Poesia sfida la mafia)”, “Le parole ballano (Musica e Poesia raccontano la dislessia) e ultima canzone, che ha ricevuto una grande attenzione anche da parte dell’on. Mara Carfagna, “Non è normale che sia normale (la Poesia sfida il femminicidio)”.

“Ci speravo ma non pensavo si realizzasse per davvero – racconta il professore alla redazione – e quando mi hanno chiamato sono rimasto veramente emozionato”. E più che dedicare il premio a qualcuno l’insegnante ha voluto ringraziare “i due dirigenti scolastici che hanno creduto in me, l’etichetta discografica Settetre Music, gli alunni, la mia famiglia e gli amici, oltre a tutte le persone che mi hanno sempre sostenuto”. Ma la soddisfazione migliore arriva dagli studenti in quanto “si sono messi in gioco perché a loro piace cantare, ballare, recitare quindi sono veramente appassionati. Questa è la stata la chiave di volta del progetto”.

Il premio, però, è solamente un punto di partenza perché c’è ancora tanto in programma. “Il mio sogno – continua il professore – è in primis realizzare una rete di scuole che metta in connessione le eccellenze del territorio con i ragazzi che hanno bisogno educativi speciali ma nello stesso tempo ampliare il discorso delle piattaforme digitale, entrando nel circuito delle radio”. Per Toscano, infatti, “c’è bisogno di feedback esterni positivi per accattivare i ragazzi, e per fare questo bisogna valorizzarli”.

Parlando invece di progetti molto prossimi, “a breve – rilancia il docente – uscirà un video animato sui disturbi specifici dell’apprendimento, anche questo nato da un fatto autobiografico, ma che servirà a scopo informativo per questa realtà scolastica che molti si trovano a vivere. Inoltre, è in cantiere anche la traduzione della nostra canzone “Non è normale che sia normale” sia in spagnolo che in inglese”.

Per il professore lucano, inoltre, “per rilanciare la scuola italiana bisogna ridare dignità ai docenti, sia a livello economico ma anche ristabilendo un certo ruolo sociale. Infine, bisogna stimolare le passioni di ogni singolo insegnante dotandolo di strumenti adeguati al fine di trasmettere poi il tutto ai propri studenti”.

Gli alunni nel frattempo, però, crescono, terminano il percorso scolastico e a loro il prof. Toscano vuole rivolgere un messaggio chiaro: “Bisogna credere nei propri sogni e, in attesa che questi si realizzino, nonostante si intraprenda un lavoro diverso da quello che ci si aspettava, si deve comunque continuare a coltivare le proprie passioni”.

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