Dom 22 Dic 2019 - 4647 visite
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La rassegna letteraria che dà fastidio al potere di Ferrara

Lo sfogo di Federico Felloni, presidente di Autori a Corte: “Andremo avanti, malgrado voi”


Mala tempora currunt…”. Ricorre al latino Federico Felloni per descrivere il proprio sdegno per la totale assenza di attenzione che l’amministrazione Fabbri sta portando alla rassegna letteraria che da anni conduce con successo assieme a Vincenzo Iannuzzo.

Autori a Corte è la manifestazione culturale che da 12 anni porta a Ferrara autori di calibro nazionale e internazionale (ultimo in ordine di tempo il greco Petros Markarīs l’estate passata) e promuove gli scrittori locali già affermato o emergenti.

Eppure gli organizzatori non sono degni nemmeno di essere ricevuti dall’assessore alla Cutlrua e civiltà ferrarese Marco Gulinelli, che tra l’altro è stato lui stesso di recente ospite della kermesse con il suo libro “Il trapezista”.

Lo rende noto attraverso Facebook Felloni, presidente dell’associazione che promuove Autori a Corte, facendo presente che con il festival in “dodici edizioni – finanziate al 90% dalla casa editrice e dai tanti sponsor che ci hanno sostenuto – in cui abbiamo portato, gratuitamente per il pubblico ferrarese oltre 50 nomi illustri della letteratura italiana e finanche internazionale”.

Dodici edizioni “in cui abbiamo proposto quasi 200 autori locali fra cui per gli strani incroci del destino l’attuale assessore, fornendogli una ribalta che difficilmente potrebbero avere. Migliaia di spettatori senza mai, e ci mancherebbe, un problema di ordine pubblico. Svariate location misconosciute valorizzate, sia in centro storico che nei quartieri più disagiati con una operazione di rigenerazione urbana portata avanti con la cultura, promuovendo il libro ma non solo”.

“Centinaia di ore di lavoro negate alla famiglia e agli svaghi – prosegue Felloni -. Tutto per arrivare con l’approdo della cosiddetta”Ferrara che cambia” a vedersi negare non un sostegno – che mai chiederei – ma un semplice incontro e di conseguenza il Patrocinio, semplice e gratuito riconoscimento del fatto che si lavora non per sé ma per la comunità in cui si vive”.

Come è possibile che si neghi addirittura il patrocinio gratuito a una rassegna letteraria che ha visto presentare a Ferrara, oltre al già nominato Markarīs, autori e nomi come Massimo Carlotto, Giulio Cavalli, Cinzia Tani, Ivano Marescotti, Elena De Sanctis, Achille Ochetto, Magdi Allam, Gianluigi Nuzzi, Carla Listarini, Fabio Anselmo, Marcello Simoni, Roberto Pazzi, Valerio Varesi?

Non sa spiegarselo il presidente Felloni, che racconta a Estense.com (tra l’altro media partner della rassegna) come “da settembre proviamo a ottenere un incontro con l’assessore, ma la segretaria ci dice che c’è una lunga fila prima di noi. Dovevamo essere richiamati, ma dopo quattro mesi nulla”.

Autori a Corte tra l’altro, rispetto all’indotto e alla visibilità che porta alla città, si è sempre quasi completamente autofinanziata: “negli anni passati ricevevamo dal Teatro Comunale, attraverso il Bando periferie, 1250 euro per ogni rassegna. Posso capire che si decida di non sostenerci più, se non si vuole avere più niente a che fare con persone che hanno avuto a che fare con la passata amministrazione, ma vorrei che almeno si avesse il coraggio di dirlo e motivarlo pubblicamente”.

Va detto su questo punto, però, che la rassegna è sempre stata più che ‘bipartisan’ nelle sue presentazioni (valgano ad esempio le presentazioni, nel corso dello stesso anno, di Ochetto e Magdi Allan). E nel comune di Lendinara, che da cinque anni ospita la rassegna satellite, c’è una giunta a guida Forza Italia e Lega.

Ma questa assenza di attenzione non scoraggia Felloni, che dedica una frase “a chi detiene, temporaneamente, il potere: so che la cosa vi da fastidio ma andremo avanti, malgrado voi”.

Mala tempora currunt, sed peiora parantur…

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