Mer 11 Dic 2019 - 4632 visite
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Contestazione a Salvini, Fabbri alle sardine: “Bagno di umiltà contro la violenza verbale”

Gli organizzatori del flash mob in piazza Castello rimarcano la presa di distanza e replicano al sindaco: "Non giustifichiamo questi atti, non ci abbassiamo al livello di chi predica odio"

“Buffone, buffone”. Il coro rivolto a Matteo Salvini durante il comizio del leader della Lega in galleria Matteotti fa ancora parlare di sé. All’indomani della piccola contestazione, da cui l’organizzazione delle 6000 Sardine ‘ufficiale’ ha preso da subito le distanze, il sindaco Alan Fabbri consiglia “un bel bagno di umiltà” ai “cari amici del Pd Sardiniani“.

“In politica, specialmente in quella di basso profilo, ne ho viste tante considerata la mia ormai lunga storia in questo ambiente” premette il primo cittadino, che si dice “urtato dalla violenza verbale, specialmente di chi attacca un pensiero diverso dal proprio senza informarsi”.

L’attacco è indirizzato alle “‘democratiche’ sardine, organizzate e promosse dalle pagine dei consiglieri del Partito Democratico ed ex-assessori del Comune di Ferrara”, che hanno “manifestato contro l’arrivo del senatore Matteo Salvini, mostrando libri e dizionari da far leggere a cittadini e simpatizzanti”.

“Questa manifesta aria di superiorità è sfociata addirittura in una serie di contestazioni al grido di “buffone buffone” nei pressi del comizio, autorizzato da tempo, di Salvini e della candidata presidente Lucia Borgonzoni” ripercorre Fabbri, prima di ricordare alle sardine che “il sottoscritto si reputa una persona normale: ho frequentato il liceo scientifico Roiti, mi sono laureato in ingegneria, ho conseguito la patente B e ho anche frequentato corsi di musica per imparare a suonare”.

“Probabilmente vi sorprenderà sapere che ho letto libri di ogni tipo, sono un appassionato di storia, di musica e di cinema; un entusiasta curioso della vita” si racconta il sindaco, che allora si domanda: “Perché offendermi? Attaccatemi sulle questioni politiche che ritenete sbagliate, ma perché darmi dell’ignorante in maniera così gratuita e cattiva? Vi ricordo che io stesso vi ho invitato qui in Comune a parlare di questioni concrete che riguardano la città, per dialogare insieme e far crescere in armonia la nostra Ferrara, ma avete rifiutato”.

Lo stesso movimento delle sardine “non può e non deve giustificare questi atti di violenza verbale che prima o poi scaturiscono in episodi di violenza fisica – si legge in un comunicato a firma di Adam Atik -. Le sardine che conosco sono le persone che vogliono cambiare il sistema d’odio che abbiamo visto fino ad oggi. Che non finiscono ad insultare gli altri. Che non si abbassano a livello di chi non fa altro che predicare a odio, denigrare, infangare e marciare sulla dignità altrui perché accecati da problemi personali”.

Rimarcata quindi la netta presa di distanza da questo “ristretto gruppo di liberi cittadini” che “ha deciso in autonomia di recarsi al comizio di Salvini per una breve contestazione non ascrivibile al flashmob di piazza Castello. Non è il comportamento che abbiamo chiesto e Fabbri non l’abbiamo neanche citato – rimarca Atik -. Noi siamo per le proposte serie e costruttive, per il rispetto reciproco, per la tutela dei diritti umani di tutti, per garantire la vera sicurezza del cittadino che si declina nella sfera economico-lavorativa e ambientale. Dobbiamo fare capire a tutti che siamo tutti sulla stessa barca, anzi: siamo tutte sardine che sostengono questa barca dal basso”.

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