Mar 10 Dic 2019 - 2967 visite
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“Pronto soccorso al collasso”, il M5S rilancia il ‘punto bianco’ in Giovecca

Il Gruppo Sanità ricorda al sindaco Fabbri il patto pre-ballottaggio. E si mette sul piede di guerra: "Barricate per evitare l'abbattimento delle ex nuove cliniche"

Aprire un Punto di Primo Intervento nell’ex Sant’Anna di corso Giovecca, ricavare un ospedale di comunità nelle palazzine ex nuove cliniche, potenziare gli orari per gli esami diagnostici a Cona e garantire le visite domiciliari da parte dei medici di base. Sono le quattro richieste avanzate dal Gruppo Sanità del M5S in campagna elettorale, con un appello rivolto al sindaco Alan Fabbri, al presidente uscente della Regione Stefano Bonaccini, alle aziende sanitarie e all’Ordine dei Medici di Ferrara.

L’obiettivo ultimo è “decongestionare il Pronto Soccorso arrivato al collasso: personale e pazienti sono allo stremo e se si lavora di fretta c’è il rischio che ci scappi il morto” commenta il capogruppo grillino Tommaso Mantovani che rimette sul tavolo delle trattative il famoso ‘punto bianco’ per i servizi di primo soccorso in Giovecca, oggetto di un  ‘patto’ con l’elettorato pentastellato portato avanti dall’allora candidato sindaco Fabbri e poi svanito nel nulla dopo il ballottaggio, salvo un incontro con il direttore Ausl.

“Il Ps è preso d’assalto perché gli ospedali di Cento, Lagosanto e Argenta ‘rimpallano’ i casi più gravi all’hub di secondo livello che è Cona” ricorda Daniele Lanzoni che ha passato l’ennesima notte in Medicina d’Urgenza: “Siamo stanchi, non abbiamo tempo di sederci manco per scrivere le consegne perché siamo follemente in sovraccarico anche per via del picco influenzale che durerà fino a marzo, e l’emergenza iperafflusso non è realmente un’emergenza se si protrae per mesi e mesi”.

Quella dei posti letto ormai pare essere una criticità cronica, a cui si aggiunge la “mancanza di strutture intermedie tra degenza e riabilitazione” denuncia Donatella Pasqualini, che sogna un Osco (ovvero un ospedale di comunità) per la fase di ricovero intermedia, prima di arrivare alla lungodegenza in Rsa (residenze sanitarie assistenziali).

Lo spazio sarebbe stato individuato nelle nuove cliniche dell’ex Sant’Anna, “un contenitore di tre piani vuoto dal 2012” ma che rientrerebbe in un piano di demolizioni per la vendita a privati. “Siamo pronti alle barricate con anziani e parenti per evitare l’abbattimento” si mette sul piede di guerra Pasqualini, che chiede inoltre il “potenziamento delle visite diagnostiche a Cona per far lavorare le macchine a pieno regime, mentre solo una delle tre Tac a disposizione lavora il sabato mattina, le altre si fermano il venerdì”.

L’ultimo appello è alla “coscienza dei medici di base che spesso evitano le visite domiciliari agli anziani” implora Mantovani, che interviene anche sulle regionali: “Abbiamo preferito correre da soli perché siamo lontani da Bonaccini e dal suo cambiamento di rotta sulla privatizzazione delle prestazioni sanitarie, dopo la scellerata politica di concentrare tutti i servizi negli hub chiudendo gli spoke provinciali”.

Se Paolo Pasetti torna a chiedere un “monitoraggio sull’incidenza di cancro nel Comune di Ferrara, un referto epidemiologico quasi a costo zero per la rielaborazione dei dati già disponibili sulla scia del decreto Zolezzi”, Claudio Fochi punta alla lotta alla ludopatia per “dare attuazione alla legge regionale nei luoghi sensibili”. Tanti temi caldi che verranno discussi lunedì 16 dicembre alle 14.30, giorno in cui è stato fissato un incontro tra M5S e sindaco Fabbri.

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