Sab 7 Dic 2019 - 4046 visite
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Conti in rosso per la coop Bellini

Primi nove mesi dell'anno con il segno meno per la cooperativa argentana, ieri l'assemblea dei soci per discutere il pre-consuntivo

Argenta. Nei primi nove mesi del 2019 i conti della coop Agricola e Braccianti di Filo hanno chiuso in rosso. Succede dopo dieci anni, caratterizzati invece da utili consistenti. Il che conferma quanto è sempre stato detto dai dirigenti: “Mai abbassare la guardia, guai ad illudersi”.

È emerso ieri (venerdì 6 dicembre), alla Tenuta Garusola, nel corso della tradizionale assemblea dei soci, convocata prima delle festività natalizie, per illustrare il bilancio pre-consuntivo 2019, datato appunto 30 settembre scorso.

I numeri parlano chiaro: siamo di fronte ad un segno meno consolidato di circa 390.000 euro, in ribasso di quasi 1.780.000 euro rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. “Si tratta di un andamento gestionale negativo – come afferma il presidente Giuseppe Ciani, comunque orgoglioso per aver conseguito il premio Bandiera Verde -, ma che poi risale sino a toccare un risultato positivo pari a circa +800.000 circa grazie a plusvalenze, sopravvenienze, cave ed altre attività extra. Un dato che tra l’altro potrebbe aumentare ulteriormente anche negli ultimi tre mesi dell’anno”.

Ma è un dato considerato comunque blando rispetto alle potenzialità aziendali: la più grossa a livello provinciale, e anche oltre, nata quasi tre quarti di secolo fa. Questi infatti gli elementi di forza: 240 dipendneti; 4.777 ettari di terreni (+270) di cui più della metà coltivati in proprietà, il resto in affitto; il fatturato si attesta intorno ai 40 milioni di euro; il prestito sociale a quota 2.225.000 euro; il fondo investimenti si aggira intorno a 3.250.000 euro, tra cui 2.000.000 di euro stanziati per realizzare il nuovo impianto del gluten-freee, cibi vegani, stoccaggio e commercializzazione farine, sito ad Argenta, sulla SS 16, ex complesso della ditta “Vimini Dal Pozzo”, verrebbe completato nel 2020, con una quindicina di nuovi assunti.

La generale crisi del settore ha fatto la sua parte, complice dunque anche della flessione di redditività della Coop.Bellini, colpendo un po’ tutti i suoi comparti operativi. In primis l’agroalimentare (soprattutto l’ortofrutta, pomodori, vigneti). Ma anche se in forma più lieve le performances molitorie, e il biologico che tuttavia tengono, confermandosi un settore trainante del gruppo.

Di segno meno quindi i punti vendita, vivai, manutenzione del verde, habitat. La colpa di queste difficoltà sarebbero da imputare a variegati motivi: fattori climatici; mercati, che rispecchiano una forte riduzione dei consumi; prezzi al ribasso; politica e burocrazia; problemi causati da parassiti quali la cimice nera; clienti e ordini venuti a mancare; concorrenza anche sleale, di paesi stranieri, che come afferma il presidente onorario Sante Baldini “non rispettano le regole, sfruttano la mano d’opera (sottopagata o in nero), non garantiscono sicurezza alimentare, sostenibilità, tracciabilità, e qualità di prodotto”.

Al chi va là bisogna dunque rispondere, correndo ai ripari. Come? “Agendo non solo sulla leva delle riorganizzazioni, economie, abbattimento dei costi e ricerca di nuove fette di mercato in particolare esteri”. Ma sia Ciani che Baldini puntano l’indice anche sugli stessi soci-lavoratori. Che, invocando diritti ed autocritica, hanno invitato a rispettare i loro “doveri, le loro responsabilità, i loro impegni, e lasciare da parte i tornaconti personali”. Quindi “alla riscoperta dei valori cooperativi, che sono appunto l’occupazione e la solidarietà da trasmettere alle nuove generazioni”. Qualche esempio? Meno telefonate coi cellulari; taglio dei cosidetti tempi morti; più puntualità e professionalità (soprattutto nella fase della raccolta) maggiore collaborazione tra soci; installazione di Gps satellitari su tutti i mezzi aziendali. Scelte strategiche anche queste insomma, che si ritengono necessarie “per intraprendere la strada della ripresa, e tornare dunque a crescere”.

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