Sab 23 Nov 2019 - 673 visite
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Castagnotto (Cdd): “I tribunali non sono visti come luoghi ospitali ma ostili”

Seminario in Comune per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

di Matteo Bellinazzi

In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, la sala consiliare del Comune di Ferrara ha accolto un seminario per informare e sensibilizzare la comunità e riflettere insieme alle associazioni di riferimento sugli effetti di questo fenomeno, ancora tristemente diffuso.

Svoltosi nella mattinata di ieri (22 novembre) e condotto dal consigliere comunale di Forza Italia e presidente della Commissione Pari Opportunità Paola Peruffo, il seminario si è aperto con l’accoglienza e i saluti dell’amministrazione comunale, rappresentato dall’assessore alle Pari Opportunità Dorota Kusiak, seguito poi dagli interventi dei rappresentanti di Udi Unione Donne in Italia (Stefania Guglielmi), Cam Centro Ascolto Uomini Maltrattanti (Michele Poli) e CDG Centro Donna Giustizia (Paola Castagnotto), che hanno delineato le azioni di contrasto al fenomeno, gli interventi di accoglienza delle donne vittime di violenze e le iniziative di sensibilizzazione che vedono come destinatari privilegiati le giovani generazioni.

Infatti, il seminario ha visto coinvolti gli studenti del Liceo Sociale G. Carducci di Ferrara che, con il sostegno di Fidapa BPW Italy – Sezione di Ferrara (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), rappresentato da Cecilia Tassinari, hanno realizzato un cortometraggio dal titolo “Giocarcela fino alla fine” ispirato al libro “A mano disarmata” di Federica Angeli, il quale ha ottenuto la seconda posizione al “Premio Estense Scuola 2019”.

“Il seminario si tiene nella sede municipale per dare il segnale di vicinanza e attenzione costante dell’amministrazione – ha detto Kusiak –, ed è parte delle iniziative del territorio in occasione della giornata del 25 novembre”.

Dopo l’intervento dell’assessore, a prendere la parola sono state delle persone che da anni si battono per le donne, come Stefania Guglielmi che ha spiegato come “la nostra associazione è nata per ottenere tutti i diritti di cui le donne meritano. Nel tempo c’è stata quindi la necessità di occuparci della violenza maschile sulle donne, connotato dal genere di chi la commette e di chi la subisce”.

“Il 25 novembre – ha evidenziato – è una giornata definita dall’Onu nel 1999, il che ci fa capire che stiamo parlando di un fenomeno di portata globale. È evidente che questo fenomeno è qualcosa che pervade la nostra società e la nostra storia, fa parte della nostra tradizione culturale. Sentiamo ancora giudici oggi che danno delle attenuanti e delle giustificazioni che risalgono a quel modello culturale arretrato e le nostre campagne sono volte ad abolirlo”.

Al fine di disegnare il quadro generale sono stati forniti alcuni dati dalla presidente del Centro Donna e Giustizia Paola Castagnotto, la quale ha spiegato come questo sia un “fenomeno di una complessità che va oltre i numeri, ma essi ci danno indicazioni importanti di come il fenomeno stia evolvendo. La violenza è una lesione profonda al senso di appartenenza a una comunità e al senso di cittadinanza, perciò il lavoro delle associazioni deve essere di presidio continuo”.

I dati ci dicono che la maggior parte delle violenze che le donne subiscono sono ad opera di persone con cui le donne hanno relazioni d’intimità e la maggior parte degli italiani non conosce le norme attuali di tutela delle donne e dei minori.

Inoltre, “le donne ci dicono – ribadisce Castagnotto – che i tribunali non sono visti come luoghi ospitali ma ostili, e che siamo ancora nella fase di dover sperare di trovare un giudice preparato. Solo il 31% delle procure ha un nucleo specializzato per le violenze sulle donne. Abbiamo bisogno di investire sull’informazione”.

Numeri alla mano, su 42000 donne seguite da 281 centri contro le violenze o case rifugio nel 2017, sono stati spesi per ogni donna 76 centesimi al giorno (12 milioni di euro), “una cifra ridicola” per la presidente del Cdd, che “fa calare competenza e professionalità dei centri. Infine, un ultimo dato allarmante è quello dell’età media presente nei punti centralizzati, che sta calando drasticamente. Donne sempre più giovani chiedono un aiuto di emergenza”.

“Vista al maschile – è intervenuto Poli – forse la situazione è ancora peggiore. Il nostro lavoro ha una ricaduta piuttosto importante. Per ogni uomo che ascoltiamo e fermiamo c’è una partner che si salva. Il centro che abbiamo qua a Ferrara rappresenta un’eccellenza di questo lavoro e fa parte di una rete che raccoglie 21 centri in Italia, nati con l’obbiettivo di armonizzare e perfezionarne il lavoro. Molti uomini vengono anche spontaneamente, ma sono ancora troppo pochi perché siamo poco conosciuti. Gli uomini non hanno ancora abbastanza luoghi di riferimento dove rivolgersi per cambiare”.

In conclusione della mattinata, è stato proiettato il filmato ispirato all’esempio di forza e coraggio della giornalista Federica Angeli, attributi necessari alle donne per eliminare le violenze e ogni forma di discriminazione di genere.

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