Lun 18 Nov 2019 - 1473 visite
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Luoghi comuni e slogan, come smascherare il discorso sovranista

In “Non passa lo straniero” Dario Accolla svela trame, inesattezze e trappole del linguaggio della paura

La colazione “all’italiana” a base di cornetto e cappuccino? Nasce a Vienna, ma grazie ai turchi. Halloween festa del demonio importata dall’America? Niente di più falso, vi direbbero i monaci medievali cristiani che l’hanno “inventata”. Parliamo di “invasione di migranti” dalla pelle scura, che portano criminalità e ci rubano il lavoro? Non stiamo facendo altro che ripetere le cose che un tempo all’estero dicevano di noi italiani.

Sono solo alcuni dei luoghi comuni smascherati nell’ultimo libro di Dario Accolla, insegnante, blogger, attivista Lgbt e saggista. In “Non passa lo straniero – Come resistere al discorso sovranista” (Villaggio Maori Edizioni, Catania, 2019) si spiegano due modi possibili di elaborare l’insieme complesso dei fenomeni che ci circondano: adeguarci ai luoghi comuni che ci raccontano sugli “altri” – sullo straniero, in generale – oppure destrutturarli, cercando di capire che le cose non sono così semplici (e paurose) come vorrebbero farci credere.

Accolla prova a fornire una lettura diversa di quella che per molti e molte è la realtà. Accompagnando il lettore in un viaggio – tra storie, tradizioni, curiosità e storia di parole – in cui scoprire che non le cose non sono andate esattamente come ce le hanno raccontate fino ad ora.

A partire da identità, tradizione, tradimento, nazionalità su cui è incentrato il discorso sovranista: brevi ed efficaci messaggi che affollano i social media e, in generale, buona parte della comunicazione mediata della nostra contemporaneità. Vocaboli che più frequentemente, negli ultimi anni, rimbalzano da luoghi istituzionali e politici a talk show.

Slogan come «Prima gli italiani» entrano nelle nostre case, riuscendo a costruire agilmente una narrazione pericolosa, vicina a istanze xenofobe, omofobe, sessiste e in grado di minacciare la società democratica, politica e civile italiana.

“Non passa lo straniero” analizza il linguaggio adottato all’interno della narrazione sovranista, svelandone trame, inesattezze e trappole argomentative: un lessico carico d’odio, in grado di mistificare la realtà e che non offre soluzioni. Come resistere dunque a questo tentativo di semplificazione di una verità più complessa? Dario Accolla fornisce gli strumenti per arginare la deriva di un narrazione manipolata, nutrita spesso da disinformazione e ingenuità. Tenendo sempre a mente che le parole sono importanti.

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