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Eccidio del Castello, Fabbri: “Tocca a noi contrastare ogni totalitarismo e dittatura”

Commemorazione davanti al muretto in corso Martiri. Il sindaco: "Diminuiscono le testimonianze, ora è nostro compito essere artefici della memoria”

di Pietro Perelli

Oggi, 15 novembre, è l’anniversario di ciò che è conosciuto come eccidio del Castello Estense, ricordato anche da Giorgio Bassani nel racconto “Una notte del’43” e dal film di Florestano Vancini “La lunga notte del ‘43”. Alla presenza del sindaco, Alan Fabbri, delle autorità civili, militari e religiose oltre che da una rappresentanza di studenti vengono commemorate le undici vittime di fronte alla targa che le ricorda, in corso Martiri sul muretto del Castello.

Dopo gli interventi del vescovo Gian Carlo Perego e del rabbino capo della comunità ebraica di Ferrara Luciano Meir Caro prende la parola il sindaco Alan Fabbri che ricorda l’importanza della memoria.

“È importante in momenti come questo – dice Fabbri – coinvolgere la cittadinanza e i giovani. Io ho avuto la fortuna di ascoltare le storie dei miei nonni che hanno vissuto la dittatura e conservo le loro storie nel cuore. Oggi sono molto contento di vedere tanti giovani presenziare a questa cerimonia anche perché ora è compito anche di noi amministratori essere artefici di questa memoria”.

Non che prima non fosse un impegno anche delle amministrazioni ma oggi “tramandare questi ricordi diventa sempre più difficile proprio perché diminuiscono le persone che li hanno vissuti e tocca a noi continuare ad andare contro a ogni totalitarismo e ogni dittatura”. “Questi momenti – conclude – sono di dolore ma anche di speranza nel ricordo di quanti hanno lottato per la nostra libertà”.

Terminata la cerimonia, che ha visto anche una folta presenza di cittadini, tutte le autorità presenti e gli studenti accompagnano il picchetto militare alla Torre della Vittoria dove viene depositata una corona commemorativa. In corso Martiri, a lato della targa commemorativa, è stata allestita la mostra “Per non dimenticare” a cura dell’Istituto di Storia Contemporanea che ricorda le undici vittime innocenti che nella notte tra il 14 e 15 novembre del 1943 furono scelte tra 74 antifascisti per vendicare l’uccisione del gerarca fascista Igino Ghisellini.

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