Sab 9 Nov 2019 - 3470 visite
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Shitstorming. Le domande del portavoce a Estense.com. E le nostre risposte

Michele Lecci rivolge 12 richieste di precisazioni alla redazione sul procedimento contro di lui del Collegio dei Probiviri

(articolo aggiornato con una nota di precisazione del Collegio dei Probiviri dell’Aser)

Riceviamo dal signor Michele Lecci, attuale portavoce del sindaco di Ferrara, una gentile richiesta di replica all’articolo Shitstorming. Il portavoce del sindaco si dimette dal sindacato dei giornalisti per non essere cacciato”, articolata in dodici domande.

A ogni domanda segue una altrettanto gentile risposta.

 

Gentile Redazione,

dopo aver letto il vostro ultimo articolo relativo alla mia uscita dall’Aser, avrei delle domande da porvi, a cui avrei piacere che rispondeste pubblicamente prima di valutare eventuali iniziative di tutela della mia onorabilità. Domande che vi consentiranno, quindi, di ritornare sulla “non notizia”.

1. Mi chiedo dove sia il pubblico interesse in una notizia del genere. Le dimissioni volontarie di un privato cittadino iscritto a un sindacato -istituto privato- per le mie tutele lavorative -status a sua volta tutelato dalla legge sulla privacy- devono avere pubblicità, rilevanza pubblica o non sono invece un fatto privato come quelli che riguardano l’orientamento politico, sindacale, religioso di una persona?

Risposta: il pubblico interesse sta nel fatto che orchestrare per un politico o un partito un boicottaggio come quello di cui si è reso protagonista mostra al pubblico fino a che degrado sia scesa la nostra società. Di conseguenza, ogni particolare che ne discende si riallaccia a quel pubblico interesse. A maggior ragione se una autorità indipendente “certifica” la bassezza morale dell’azione. A ciò si aggiunge il fatto che riveste una carica istituzionale. Questo non dovrebbe mai dimenticarlo, se non altro per rispetto verso i nostri cittadini, noi compresi, che le pagano lo stipendio.

2. Personalmente, non ho mai ricevuto una chiamata da un componente della Redazione di estense.com -che suppongo numerosa-, sms o e-mail con richiesta di informazioni, conferme o dichiarazioni né su questo tema né su tutti gli altri che da mesi si manifestano esclusivamente da questo giornale, sulla mia persona. Un accanimento ingiustificato e senza fondamento. Confermate pubblicamente di non avermi mai cercato?

Risposta: Confermiamo pubblicamente di non averla cercata, dal momento che la vicenda che abbiamo raccontato è un fatto oggettivo (shitstorming-procedimento-dimissioni). A ogni modo il nostro giornale è sempre lieto di accogliere i suoi interventi, come in questo caso.

3. Siete convinti sia un metodo deontologicamente corretto?

Risposta: Assolutamente sì, sia per i motivi sopra esposti.

4. Quali sono gli elementi in possesso di estense.com che vi fanno affermare, con certezza, che le mie dimissioni dall’Aser siano avvenute per sottrarmi al giudizio del Collegio dei Probiviri? Affermazione, questa che vi fa scrivere una cosa errata per ignoranza “giuridica”: una persona col comportamento indicato si sottrarrebbe alle eventuali conseguenze della “sentenza” -e non è il mio caso- e non al giudizio che è comunque sempre a prescindere, visto che mi sono presentato alla Commissione per argomentare.

Risposta: fatichiamo a seguire il suo italiano. Se abbiamo interpretato bene, sta dicendo che si sarebbe sottratto a una eventuale espulsione e non alla sentenza di espulsione. In questo caso, è lei a peccare di ignoranza “giuridica”: il fatto che si sia disiscritto dall’Aser fa cessare la materia del contendere perché il collegio può giudicare il comportamento dei soli associati. Detto ciò, va ricordato che il collegio non emette sentenza, bensì provvedimenti disciplinari.

5. Quali sono gli elementi in possesso di estense.com che inducono a dichiarare, a mezzo stampa, che la sanzione del Collegio dei Probiviri sarebbe stata l’espulsione come risulta dal titolo dell’articolo se, di fatto, non mi è mai pervenuta una pronuncia ufficiale da Aser? 

Risposta: Se prova a rileggere, o farsi rileggere a voce alta l’articolo, troverà la formula “secondo quanto trapelava dall’ambiente sindacale”. Quindi gli elementi in nostro possesso sono fonti sindacali o vicine al sindacato. Anche senza di esse, vista la condanna ‘morale’ partita dal direttivo (il socio Lecci era ‘colpevole’ di aver “ideato e coordinato un’azione che si ritiene non compatibile coi principi anche deontologici della categoria e del sindacato“), era facile pronosticare l’esito.

6. Estense.com sa cose che il diretto interessato non conosce, perché indovina o ispira le sentenze di Aser? 

Risposta: vedere risposta alla domanda n. 5.

7. È in possesso di un elemento scritto del sindacato con queste motivazioni o sta prefigurando -per condizionarla- la valutazione di Aser?

Risposta: come lei ben saprà, o almeno ci auguriamo che lei lo sappia, uno dei pochi diritti che il nostro ordinamento concede al giornalista è quello di proteggere le proprie fonti. Il giornalista non è tenuto nemmeno a rivelarle a un magistrato. E, addirittura, nemmeno a un portavoce del sindaco.

8. Sarebbe così corretta, la Redazione, per una volta, a mostrarla pubblicamente e al sottoscritto?

Risposta: vedere risposta alla domanda n. 7.

9. estense.com è a conoscenza che avevo scelto di non rinnovare la tessera del 2019 per motivazioni ben diverse e già esposte in più di un’occasione sia pubblicamente sia al sindacato stesso?

Risposta: se lo dice lei non possiamo che crederci. Ci rifiutiamo invece di credere che lei fosse stato così sprovveduto da non sapere che il mancato pagamento annuale della quota non comportasse automaticamente la cancellazione dell’iscrizione. Tanto che solo a istruttoria in corso è arrivata la sua esplicita richiesta di cancellazione.

10.   A smentita di questo, estense.com, è per caso in possesso del pagamento del mio bollettino di rinnovo che dimostrerebbe la mia volontà di restare all’interno del sindacato stesso?

Risposta: questa sì che sarebbe materia per il Garante della Privacy.

11.   E’ a conoscenza estense.com che il Collegio Aser non si potrebbe esprimere prima del parere che dovrebbe scaturire all’esposto connesso inviato al Garante della Privacy?

Risposta: la domanda va rivolta al collegio dei probiviri. E’ facile ipotizzare, a ogni modo, che se pende un ricorso presso il Garante della Privacy, questo sia relativo a una presunta violazione della privacy (nel suo caso: Estense.com ha rivelato il nome di chi macchinava in segreto per far scagliare contro il giornale una tempesta di m…”). Un argomento, quindi, del tutto estraneo alla questione di cui è stato investito il collegio.

Altra cosa sarebbe se l’avessimo querelata o citata in giudizio per il messaggio della shitstorming. In quel caso il giudizio sarebbe stato sospeso.

12.   Quindi perché scrivere “a pochi giorni dal verdetto” del Collegio il Portavoce sceglie di dimettersi per evitare di essere cacciato?

Risposta: vedere risposta alla domanda n. 11.

Riceviamo e pubblichiamo una nota di precisazione da parte del Collegio dei Probiviri dell’Aser ricevuta alle 10,30 del 9 novembre:

Il Collegio dei Probiviri dell’Aser (Associazione stampa dell’Emilia-Romagna, il sindacato unitario dei giornalisti) precisa di non aver preso alcuna decisione verso il pubblicista Michele Lecci, in quanto non più socio, e di non aver espresso né tantomeno comunicato alcun “orientamento” nel merito del ricorso presentato contro di lui dal Consiglio direttivo dell’Associazione.

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