Ci può essere ancora vita nel Grattacielo
Comune, Protezione civile, Prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando per garantire che il Grattacielo, una volta scattata l’ora X della futura evacuazione, non rimanga uno scheletro vuoto
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Nuovo e sentito momento di festa per la comunità ferrarese, che oggi celebra i 100 anni di Luciana 'Edda 'Dragoni, stringendosi ai familiari e alle persone che le vogliono bene

Daniela Furiani
“Ho deciso di lasciare in quanto, all’interno della Fondazione Ado, ho subito attacchi ingiusti e ingiustificati, sono stata oggetto di grave diffamazione e il mio onore è stato ripetutamente leso e calpestato”. Sono accuse molto dure quelle che Daniela Furiani rivolge a chi ora sta portando avanti il suo progetto di una vita.
L’ex presidente provinciale dell’Ado chiede ancora una volta di esporre la propria verità sull’addio che ha sorpreso il mondo del volontariato locale.
“Visto che in molti mi chiedono le ragioni per le quali io abbia lasciato la Fondazione Ado – afferma Furiani -, per evitare il continuo proliferare di voci non vere, ritengo opportuno chiarire in via ufficiale i veri motivi che mi hanno indotta a rassegnare le mie irrevocabili dimissioni da presidente del consiglio di amministrazione, a non accettare l’incarico di presidente onorario che mi è stato offerto e a rinunciare alla carica di consigliere di amministrazione”.
La motivazione principale, secondo il nuovo corso, che avrebbe indotto l’ex presidente ad andarsene sarebbe la mancata approvazione da parte del cda della costruzione del teatro nel complesso “La Casa del sollievo”, “struttura polifunzionale tanto cara a me e alla comunità ferrarese, alla quale, per la sua unicità, era interessata anche l’Onu, perché, per come era stato ideato, non avrebbe solo offerto un essenziale conforto ai malati e ai loro familiari, ma sarebbe stato soprattutto un efficacissimo strumento di raccolta fondi da poter poi utilizzare per l’attuazione degli scopi assistenziali propri della Fondazione Ado onlus”.
“Effettivamente il cda aveva pensato di sostituire il “progetto Teatro” con quello di una sala polifunzionale – replica Furiani -. In ogni caso, non va a mio avviso dimenticato che parte dei fondi, di cui oggi Fondazione Ado dispone, sono stati donati proprio per la realizzazione di tale opera e, a mio avviso, il diverso impiego degli stessi non rispetta lo scopo per cui tali donazioni furono fatte”.
In realtà, “ho deciso di lasciare in quanto, all’interno della Fondazione Ado, ho subito attacchi ingiusti e ingiustificati, sono stata oggetto di grave diffamazione e il mio onore è stato ripetutamente leso e calpestato.
Ciò, oltre ad offendere la mia persona, mi ha privata della serenità necessaria per poter svolgere la mia opera in modo compiuto e utile”.
“Quanto realizzato in questi anni – aggiunge -, grazie a coloro che mi sono stati accanto e che hanno sostenuto me, i progetti ideati e la Fondazione, è noto ed è sotto gli occhi di tutti. Spero che gli sforzi e i sacrifici, fatti dal 1998 ad oggi soprattutto dai ferraresi, che con la loro generosità hanno permesso alla Fondazione di crescere, di esistere e di svolgere la propria missione non vada inutilmente dispersi, in quanto la collettività ha davvero bisogno delle opere e del supporto della Fondazione Ado onlus”.
Quanto ai bilanci, “al momento della mia uscita, la contabilità della fondazione era in ordine, il suo bilancio era in attivo, quanto realizzato negli anni era assolutamente operativo e in piena attività, i progetti in corso di realizzazione stavano prendendo regolarmente e naturalmente forma”.
“Mi auguro che i valori di umanità, solidarietà e capacità materiale – conclude – continuino nel patrimonio di questa città, che tanto mi ha aiutato a realizzare tutto ciò che oggi esiste. Mi preme ringraziare tutte le persone che in vario modo hanno contribuito a quanti realizzato”.
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