Scuola, la Cgil fa i conti: “25mila posti a supplenza, così il precariato diventa sistema”
All’avvio delle lezioni il sindacato punta il dito contro organici insufficienti, dimensionamento e riforme: "L’istruzione trattata come una spesa"
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Marescotti aveva scritto che “di argomenti ne ho mille per criticare Fabbri oltre alla sua cravatta. Compreso quello di oggi di farsi pagare i suoi aperitivi da noi cittadini tramite il Comune. Bello schifo"
Si è conclusa con la consegna del materiale raccolto al Servizio di Accoglienza alla Vita (Sav) di Ferrara l’iniziativa benefica “Back to School per tutti”, promossa da Forza Italia Giovani Ferrara
Si parla di più di un milione di euro in pochi anni, prelevati dai soldi pubblici “custoditi” dal Comune di Ferrara e dalle sue partecipate, in favore di un soggetto privato. Senza bandi, senza gare, senza competizione insomma. Le connessioni tra la giunta di Alan...
La copertura gratuita riguarda personale di ruolo e supplenti annuali, ma lascia fuori le supplenze brevi. Il sindacato contesta anche il ricorso al welfare privato
“È dal mio punto di vista inconcepibile che Barbara Paron, come presidente della Provincia, si permetta uno sgarbo istituzionale così marcato solo perché incapace di accettare che i cittadini hanno scelto la Lega e non il suo partito per guidare Ferrara”. Interviene duro Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, dopo il forte gesto della presidente della Provincia di abbandonare le celebrazioni in piazza per il 4 novembre nel momento in cui il vicesindaco Nicola ‘Naomo’ Lodi, in sostituzione proprio di Fabbri, si aggingeva a leggere il discorso.
“Il gesto di lasciare la piazza per non ascoltare le parole del vicesindaco che faceva oggi le mie veci è una evidente mancanza di rispetto, per la democrazia e per le istituzioni che proprio oggi sono state celebrate”, attacca ancora il primo cittadino “È inutile riempirsi la bocca di belle parole sui principi civili, sulla coesione e sull’inclusione se poi non si è nemmeno capaci di rispettare e di ascoltare chi la pensa politicamente in modo diverso dal proprio – aggiunge – soprattutto in un’occasione come quella di oggi nella quale peraltro nessuno avrebbe dovuto indossare i panni della politica, ma ognuno dedicarsi attivamente a rafforzare il senso di inclusione e di unità nazionale”.
“Spero – conclude Fabbri – che la presidente si ravveda e dimostri con i fatti ai cittadini che cosa significa la civile con azioni di apertura istituzionale che pongano fine a questa insulsa guerriglia che va a scapito esclusivamente dei ferraresi. Quella di oggi è una dimostrazione di rancoroso e inutile risentimento di cui dovrebbe chiedere scusa”.
Un duro attacco al gesto di protesta della Paron arriva, sempre dalla destra, dal senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni: “Mai in passato si era verificato un simile atto di arroganza istituzionale nell’occasione più sacra che può esserci per tutti coloro che credono nell’unità nazionale e nel ruolo insostituibile a difesa della democrazia, dell’indipendenza e della libertà, che viene svolto con grande abnegazione e sacrificio dalle nostre Forze Armate”.
Per Balboni “Ferrara non merita un presidente della Provincia che svilisce il proprio ruolo istituzionale in una occasione cosi importante trasformandolo in un strumento di sterile polemica di parte. Tra l’altro falsa, in quanto è a tutti noto che un anno fa il vicesindaco Naomo Lodi, all’epoca dei fatti semplice cittadino (in realtà era segretario comunale della Lega, ndr), non sostituì alcuna bandiera tricolore, ma, durante la notte, issò -per pochi minuti- sul pennone ancora libero la bandiera del proprio partito. Gesto non condivisibile, sia ben chiaro, ma che non giustifica in alcun modo l’atteggiamento del Presidente della Provincia”.
“Credo che ad una mancanza così grave debbano seguire necessariamente le dimissioni dell’interessata” conclude Balboni, che annuncia che presentera un’interrogazione urgente domani stesso, “per chiedere se gli esponenti del governo che appartengono allo stesso partito della Paron condividono il suo gesto e quale giudizio ne diano”.
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