Sab 12 Ott 2019 - 450 visite
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Cure palliative, cresce la rete locale: “Nessuno ha il dovere di vivere il dolore”

Sono 149 i pazienti presi in carico. La direttrice del Distretto Ovest: "Qualità della vita al centro dei servizi sanitari"

di Serena Vezzani

Cento. “Nessuno ha il dovere di vivere il dolore”: così il direttore generale dell’Azienda Usl di Ferrara, Claudio Vagnini, in merito alla rete locale delle cure palliative attiva nel distretto Ovest e rivolta al nodo ospedaliero, ambulatoriale, hospice e domiciliare dei tre distretti provinciali.

Una rete che prevede “prestazioni e interventi a persone affette da una patologia ad andamento cronico ed evolutivo, di qualunque età e in ogni fase della malattia, dalle fasi precoci alla prevenzione e attenuazione degli effetti del declino funzionale” sono le parole della coordinatrice della rete, Loretta Gulmini.

“Obiettivo e obbligo morale del distretto è quello di garantire una continuità assistenziale centrale” sottolinea Vagnini, “controllando il rapporto tra la gestione ospedaliera e territoriale tramite un’aggregazione funzionale e integrata dell’erogazione di cure palliative”.

Si va dunque nella direzione di una prospettiva nuova “che vede mettere al centro dei servizi sanitari l’interesse per la qualità di vita delle persone” spiega Annamaria Ferraresi, direttrice del distretto Ovest, “dove il distretto si fa luogo di integrazione, dall’ospedale di Cona a quello di Cento”.

Un ulteriore obiettivo della rete è anche quello di abbattere l’accezione negativa attribuita erroneamente alle cure palliative, attraverso, secondo il direttore del dipartimento di oncologia clinica Antonio Frassoldati, informazione, organizzazione e relazione: “Le cure palliative non sono una gestione del paziente che subentra quando i trattamenti oncologici non sono più efficaci, ma sono anzi un loro affiancamento”.

Anche per il sindaco di Bondeno Fabio Bergamini, “la rete locale rappresenta un punto focale del nostro territorio, e a Bondeno a dicembre inaugureremo un capitolo di bilancio a favore della sanità”, mentre per il sindaco di Cento Fabrizio Toselli “finalmente si va nella direzione di garantire al territorio un servizio centrale e connesso”.

Per il 2018, i pazienti per cui è stata attivata la rete, con presa in carico domiciliare, sono stati 136, mentre 149 quelli del 2019; in aumento anche il numero di pazienti trasferiti presso l’Hospice di Bentivoglio/Ferrara, con 43 persone nel 2019 contro i 41 del 2018. Si implementa così un percorso che “dà vita ai giorni del paziente, e non giorni alla vita” conclude il medico anestesista e palliativista Salvatore Alongi.

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