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Sul tavolo del sindaco, già nei primi mesi del suo insediamento, faceva metaforicamente bella mostra di sé la pratica degli immobili di viale Costituzione e di via Felisatti
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di Giuseppe Malatesta
Ostellato. Preoccupano, e non poco, le condizioni dei frutteti colpiti dalla cimice asiatica e messi in ginocchio dalle condizioni climatiche avverse degli ultimi mesi, ormai eventi non più eccezionali con cui fare i conti in una vastissima area. Una situazione al limite che non risparmia le aziende agricole del ferrarese, come la Mittermair Urban di Rovereto di Ostellato e la Marchelli Erwin di Tresignana, che hanno accolto in visita lunedì mattina l’assessore regionale Simona Caselli, il consigliere provinciale Paolo Calvano e i tecnici del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna.
Un’occasione per fare il punto insieme ai produttori del consorzio Opera, direttamente tra i filari di peri devastati dalla cimice e flagellati dal maltempo. “Il problema principale qui non è la cimice, ma la maculatura – spiegano i tecnici fitosanitari – che deve fare i conti con una riduzione di efficacia dei trattamenti noti, a fronte di un aumento impressionante delle infezioni. Come di consueto abbiamo monitorato i voli delle spore e rispetto ad un anno fa l’incremento di ‘inoculo’ è stato notevole”.
Notevoli sono anche le ansie dei produttori, a cui la situazione “sta scappando di mano di anno in anno, si rischia di dover chiudere tutto e di perdere un’eccellenza come la pera Abate, che solo noi siamo in grado di produrre e che costituisce una componente importante dell’economia locale in questo settore” spiega il titolare della Mittermair.
“Insisteremo sulla cimice – promette Caselli – mentre sulla maculatura il discorso diventa più complicato perché non è l’unica malattia che colpisce i frutteti e quindi i casi e la platea potenziale si allargano. Sono dell’idea di concentrare le risorse che riusciremo ad ottenere a livello statale e comunitario su chi è realmente in emergenza, sui produttori di pere che rischiano di dover dismettere le loro aziende”.
Per l’assessore “servono soluzioni concrete e immediate per un problema che riguarda praticamente tutti i produttori in un’areale gigantesco. Questa è una battaglia diversa da tutte le altre, che dobbiamo combattere e vincere, anche con strategie di difesa finora non intraprese, a sperimentazioni che provengono dal mondo della chimica: sono disponibile a ogni valutazione, bisogna salvare un prodotto su cui tutti crediamo molto, come dimostrano anche gli investimenti regionali nelle campagne di promozione”.
“Oggi – prosegue Caselli – abbiamo avuto una nuova conferma di quanto, purtroppo, era già a nostra conoscenza. Ma era importante essere qui, al fianco degli agricoltori colpiti, per dire loro che la Regione c’è e non li lascia certo da soli. La situazione è davvero drammatica al punto che è a rischio la sopravvivenza dell’intera filiera produttiva delle pere. Come Regione – prosegue l’assessore – da inizio legislatura abbiamo messo in campo conoscenze, risorse economiche, strategie per difendere il reddito di imprenditori e lavoratori agricoli e il futuro della nostra agricoltura. Ma da soli non possiamo combattere un nemico così potente. Ci rivolgiamo quindi al governo e all’Europa perché occorre, ora più che mai, un approccio integrato con il coinvolgimento della ricerca e la sensibilizzazione delle istituzioni nazionali ed europee per dare una prospettiva agli imprenditori agricoli. Solo mettendo in campo tutte le forze possiamo fare la differenza”.
Nei giorni scorsi la conferma dalla neo-ministra Teresa Bellanova di un incontro a breve, in occasione del quale “sarà chiesto anche il sostegno delle aziende colpite attraverso l’istituzione di un fondo che permetta di affrontare le conseguenze di quest’anno difficile e di ripartire il prossimo anno”. E mentre il bando approvato in Regione metterà in tasca dei produttori colpiti da cimice e maltempo 250 mila euro per l’attivazione di mutui a tassi agevolati, sul fronte fitosanitario sono fissati nei prossimi giorni gli ultimi incontri tecnici utili a definire la strategia migliore possibile, una nuova strategia “di cui ovviamente non si può essere certi, che sarà divulgata al più presto”. Comprensibilmente desiderosi di fatti e concretezza, a Rovereto i produttori non nascondono scetticismo: “Potremo contare su trattamenti efficaci? Riusciremo a sostenerli economicamente? Riusciremo ad avere una prospettiva da qui a un anno che ci permetta di capire se conviene coltivare o meno?”.
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