Gio 15 Ago 2019 - 166 visite
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Emergenza nutrie, Soncini: “La Regione sorda sta lasciando da soli gli agricoltori”

Il consigliere provinciale sollecita un intervento risolutivo da Bologna: "Si eviti lo scarica-barile, nel ferrarese il problema è grave ma le soluzioni inefficaci"

“Le maggiori responsabilità nell’emergenza nutrie è della Regione e del suo assessore all’agricoltura, la Provincia ha tentato di fare le sue proposte, ma la Regione è sorda o non vuol sentire. Ora basta giocare allo scaricabarile”. Sono le parole di Gino Soncini, consigliere provinciale di opposizione (area Lega) che “in piena emergenza nutrie” suggerisce di mettere in campo la Protezione Civile, “che data la gravità della situazione dovrebbe affiancare i coadiutori.

“La Regione sta dalla parte delle nutrie o degli agricoltori? Nel 2018 – ricorda Soncini – la metà delle nutrie abbattute sul territorio regionale erano sul territorio ferrarese, a dimostrazione che nella nostra provincia questa è una seria emergenza e come tale va affrontata”.

Soluzioni? “La regione scriva, in tutte le delibere dei piani di limitazione in maniera chiara ed univoca, che chi interrompe l’attività dei coadiutori, considerata un pubblico servizio, sarà denunciato proprio per interruzione di pubblico servizio: non è possibile che questi volontari siano oggetto di filmati e insulti mentre stanno operando e che nessuno fermi chi li denigra o disturba”.

“Lo stesso Consiglio d’Europa con raccomandazione 77/99 include la nutria tra le cento specie aliene più pericolose a livello mondiale e, come recita la delibera regionale, essa rappresenta un grave fattore di minaccia per la biodiversità: come tale deve essere eradicata dando mezzi e strumenti nuovi ai coadiutori ed anche risorse specifiche” aggiunge Soncini, che suggerisce di guardare all’esempio lombardo di Mantova, che si vede assegnata annualmente dalla Regione mezzo milione di euro per la lotta al fastidioso roditore.

“I rimborsi per i danni che le nutrie causavano agli agricoltori, non più erogati e versati dalla Regione (a Ferrara erano 82mila euro nel 2014), vengano quindi assegnati alle Province per contrastare la diffusione della nutria” suggerisce Soncini. “Esistono troppe limitazioni nel Piano della nutria, che è da rivedere sia nei periodi di divieto di sparo (nel Mezzano lo stop è dal 15 marzo al 1 agosto e vanifica ogni attività), sia nelle armi ammesse, che devono essere più efficaci.

“Diversamente ne pagheranno le conseguenze gli agricoltori e i cittadini di un territorio per il 44% sotto il livello del mare: speriamo che la frana dell’argine del canale navigabile ad Ostellato non resti un campanello d’allarme inascoltato. Se finora gli strumenti messi in campo dalla Regione non sono stati in grado di risolvere il problema, bisogna cambiare metodo, perché gli agricoltori non possono combattere questa situazione da soli” conclude il consigliere.

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