Ven 2 Ago 2019 - 140 visite
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Patto per la Sicurezza, il Comune replica ai sindacati: “Ci sarà gradualità di applicazione”

L'ente risponde alle osservazioni di Cgil, Cisl e Uil su assunzioni, quarto turno e indennità di servizio: "Potremmo considerare rimodulazioni ma le Ooss hanno abbandonando il confronto"

Comacchio. “Il Patto per la Sicurezza di Comacchio rappresenta un documento pensato per garantire standard di vivibilità e, appunto, sicurezza per i cittadini residenti e gli ospiti del litorale: aspetti irrinunciabili a cui tutti i portatori di interesse dovrebbero ispirarsi “.

Così precisa il Comune di Comacchio in una nota che segue la recente firma del documento in Prefettura e le osservazioni giunte a commento da parte delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. “Per dare concreta attuazione alle linee di intervento contenute nel Patto, sarà previsto un articolato sistema di interconnessione fra le forze in campo esistenti e nuove soluzioni che si andranno a dettagliare, tutto ciò con la dovuta attenzione al quadro normativo, nei tempi e nei modi da essa previsti”.

“Nell’incontro in Prefettura – specifica il Comune lagunare – non è stato richiesto di istituire il quarto turno, ma di prevedere servizi mirati anche in orario serale e notturno così come avviene oramai da anni. Le previsioni del Patto per Comacchio Sicura saranno applicate gradualmente”.

Sul fronte assunzioni invece, l’ente specifica che quelle “in itinere per implementare l’organico della Polizia Locale (per l’assunzione di una unità a tempo indeterminato part-time e di un ispettore a tempo indeterminato) hanno previsto i passaggi richiesti e, ad oggi, nove dei candidati già presenti nella graduatoria di riferimento per la posizione part-time hanno espresso un diniego. L’espletamento della procedura ha richiesto il necessario tempo tecnico. La copertura in organico del profilo di Ispettore della Polizia Locale sarà invece operativa dal prossimo mese di settembre”.

Infine, “in merito all’indennità di servizio esterno di 1,36 euro al giorno, si rileva che la sua misura è stata concordata nel precedente Ccdi 2018/20, sottoscritto a dicembre 2018, senza alcuna previsione di revisione futura così come invece espressamente previsto per altri istituti normativi disciplinati sempre nel contratto decentrato.

La parte pubblica potrebbe prendere in considerazione la proposta di rimodulazione ma le organizzazioni sindacali hanno presentato la comunicazione di sospensione di ogni attività di confronto e contrattazione, abbandonando la sala consigliare ove si svolgeva l’incontro”.

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