Spal
27 Luglio 2019
Notate alcune difformità nella costruzione e nell'assemblaggio nelle strutture sotto sequestro. Venerdì concluse le prove sulla Tribuna Nord

Stadio. Dai controlli a campione emergono ‘criticità’

di Daniele Oppo | 2 min

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(archivio)

Non significa che ci siano sicuramente problemi strutturali, ma comunque danno da pensare – visto che parliamo di strutture nuove – le 12 ‘criticità’ riscontrate durante i controlli a campione sulle strutture sequestrate dello stadio Paolo Mazza.

Si tratta di difformità, visibili senza particolare strumentazione tecnica, che riguardano le fasi di costruzione e assemblaggio delle parti e che il consulente Carlo Pellegrino ha annotato, fotografato e verbalizzato, indicandole ai consulenti dei 14 indagati e delle due ‘persone offese’, Comune di Ferrara e Spal (a tal proposito: il sindaco Alan Fabbri e il presidente Walter Mattioli venerdì mattina erano in procura per parlare con i pm). Ad esempio, in alcuni punti mancano dei bulloni. Il tutto, ovviamente, rientrerà in una più complessiva valutazione di carattere tecnico che spetta all’ingegner Pellegrino, e di carattere giuridico che spetta invece alla Procura e, magari le varie parti in causa, se verranno riscontrati eventuali inadempimenti significativi: ricordiamo che c’è anche un contrasto sul supposto mancato pagamento di una parte dei lavori (che è sotto il vaglio della Gdf per verificare eventuali profili penali) e che da questo nasce di fatto l’attuale indagine sulla sicurezza.

Venerdì, in ogni caso, sono teminate le prove di carico con i martinetti avviate mercoledì nella gradinata nord, con il completamento dell’ultimo terzo dei lavori. A quanto si apprende non sembra siano emersi valori non in linea con quanto ci si aspettava.

Sabato verranno predisposti i lavori da iniziare la settimana prossima nella Curva Est e poi si passerà alla Ovest, con i rilievi che dovrebbero concludersi entro sabato 3 agosto, un poco in ritardo dunque sulla scadenza di fine mese inizialmente prevista. Al termine il consulente Pellegrino dovrà consegnare una relazione preliminare in base alla quale la procura farà le sue prossime mosse, stando fermi i 90 giorni di tempo per redigere la consulenza vera e propria.

L’obiettivo, visti gli interessi in gioco (letteralmente, si potrebbe dire) rimane comunque quello di arrivare presto al dissequestro delle strutture, con o senza prescrizioni. Il che significa che – nel caso in cui non ci siano elementi di particolare rilievo per far sospettare ancora della tenuta statica delle coperture – lo stadio verrà ‘liberato’ senza indugio, se no si passerà a un sequestro di tipo preventivo, imponendo (se necessari, ovviamente) dei lavori che restituiscano la sicurezza al Paolo Mazza.

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