Gio 18 Lug 2019 - 4675 visite
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“Interpellanza aberrante”: opposizione e associazioni contro il ‘censimento’ degli omosessuali

Rete CambiaVento e Gruppo Gad: "Il reato non è affidare i minori a persone omosessuali, ma toglierle ingiustamente alle famiglie naturali"

Non nascondono la propria indignazione i consiglieri di opposizione di fronte all’interpellanza di Ferico Soffritti di Fratelli d’Italia che sull’onda degli scandali sugli affidamenti dei bambini a Reggio Emilia ha scritto un’interpellanza al sindaco Alan Fabbri chiedendo di quantificare le persone omosessuali ferraresi che hanno minori in affido. “Ci aspettiamo una chiara presa di distanza da parte del sindaco e della giunta – afferma Aldo Modonesi del Pd – dalle parole del consigliere di Fratelli d’Italia, il cui obiettivo è quello di screditare ed emarginare persone e coppie omosessuali, non idonee, secondo chi la pensa come Soffritti, ad allevare ed educare bambine e bambini”. Mentre anche Manuela Macario dell’Arcigay di Ferrara invita Soffritti a non guardare solo a un piccolo pezzo della vicenda giudiziaria: “Farne una questione di orientamento mi sembra un pizzico strumentale. Mi sembra una mossa politica volta a gettare ombra su tutte le persone Lgbti o le associazioni che nulla, ma nulla c’entrano con questa vicenda”.

Modonesi e le associazioni condannano senza troppi giri di parole i fatti di Bibbiano, ma allo stesso tempo chiedono a Soffritti di non strumentalizzare la vicenda puntando il dito contro l’orientamento sessuale di una delle indagate. Aldo Modonesi afferma che “Siamo colpiti e allarmati per i fatti emersi di Bibbiano, per i reati che saranno accertati auspichiamo pene adeguate, anche se nessuna punizione potrà riparare le sofferenze di bambini e dei loro genitori. Ma soprattutto auspichiamo una riflessione e una revisione delle norme e delle procedure utilizzate nei casi di allontanamento di minori dalle proprie famiglie”.

“Proprio perché pensiamo che il problema sia complesso, delicato e urgente – continua il consigliere Pd – , il contenuto della interpellanza presentata dal consigliere Soffritti di Fratelli d’Italia, è aberrante. Il nucleo del problema , come emerge dal testo, consisterebbe secondo il consigliere nella vera o presunta omosessualità della responsabile dei Servizi dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza. Se la Giustizia accerterà le sue responsabilità sarà giustamente condannata, ma non esiste, in nessun caso, un nesso tra i comportamenti illeciti di una persona ed il suo orientamento sessuale.È inoltre da rigettare, non solo perché illecita, ma perché evoca liste di proscrizione di lontana memoria, la richiesta rivolta al Sindaco e alla sua Giunta, di verificare l’orientamento sessuale dei single cui, eventualmente, viene o è stato affidato un minore”.

Manuela Macario

Allo stesso modo Manuela Macario afferma che la “vicenda giudiziaria, se si rivelerà fondata, è di una tale mostruosità da far tremare il cuore” e si chiede se “non sarebbe più sensato fare fronte comune per chiedere che da una parte venga a galla la verità e che dall’altra si verifichi la situazione del sistema di tutela del minore a livello locale, senza trasformare questa richiesta in una disputa politica, ideologica ed etica? Qui non c’entra nulla la destra e la sinistra, l’eterosessualità e l’omosessualità, il bianco e il nero”. Macario si chiede “che rilevanza ha, anche a livello statistico, che tra tanti professionisti accusati ci sia una donna lesbica e una famiglia affidataria composta da due donne? Se hanno sbagliato è giusto che paghino come tutti gli altri. Non per il loro orientamento, ma per il reato commesso”.

Macario si rivolge poi direttamente a Soffritti, chiedendogli se “non crede che spostare l’attenzione su un particolare che, al fine delle indagini non ha nessuna rilevanza, ma che ha solo fini politici, serva solo ad allontanare l’attenzione dalla Verità e quindi dal Bene superiore che è quello dei bambini? Io al posto suo ci penserei. Perché la giustizia e la verità non hanno bisogno di mistificazioni. Tanto meno i troppi bambini e le tante famiglie che temo e tremo abbiamo subito una sorte così ingiusta e tragica”.

Sul caso intervengono anche in una nota congiunta Gad – Gruppo Anti Discriminazioni e Rete CambiaVento, secondo cui “quanto accaduto a Bibbiano è un atto criminale che merita tutta la nostra indignazione e severe condanne. L’indagine su quanto accaduto è un atto doveroso e non è nemmeno in discussione. Strumentalizzare quanto accaduto a Bibbiano per tentare di colpevolizzare la comunità Lgbtqi+ tutta è un atto decisamente pericoloso. Ricordiamo che, ad oggi, di tutti i casi di affido che hanno riguardato l’inchiesta, solo uno pare riguardare l’affidamento ad una lesbica. Uno soltanto. Tutti gli altri riguardano coppie eterosessuali. Eppure, da giorni, assistiamo all’estensione della colpa grave di aver allontanato un bambino o una bambina dalla propria famiglia naturale senza motivo a tutte le persone Lgbtqi+”.

Rete CambiaVento e Gruppo Gad concludono “ricordando a Soffritti che il reato non è aver dato in affido a persone omosessuali o a single un/a minore”, ma “aver tolto ingiustamente alle famiglie naturali, che avrebbero potuto occuparsene, i loro figli e le loro figlie. Reato ancora più grave è aver strappato bambine e bambini ai loro genitori senza motivo alcuno. Non esiste nessuna ‘ideologia Lgbt’, non esiste nessun ‘movente Lgbt'”.

Anche Arcilesbica interviene su un caso in cui “si perdono di vista le vere criticità dettate, nel caso l’accertamento giudiziario lo confermasse , da interessi economici e abusi di potere , non di certo dall’orientamento sessuale di chi è coinvolto. Il “discutibile movente ideologico di stampo LGBT” cui allude il firmatario si rivela, pertanto, fasullo, pretestuoso ed ingannevole. La conseguente richiesta, rivolta al Sindaco, di contare quanti bambini sarebbero stati affidati a coppie same sex a Ferrara (ovviamente si tratta di una mera provocazione poiché esula dai poteri istituzionali del sindaco) si rivela, pertanto, altrettanto inutile, pretestuosa e discriminatoria”. Ariclesbica invita il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a “occuparsi dei problemi che veramente interessano i cittadini di questa città, a non cercare facili ribalte utilizzando costruzioni ideologiche o a marciare pretestuosamente su tristi vicende dove la magistratura farà il suo corso”.

L’ultimo intervento è quello di Famiglie Arcobaleno, che condanna “l’iniziativa apertamente discriminatoria e che ha come finalità quella di calpestare la dignità delle persone Lgbtq.  Tale azione è prettamente strumentale e degna di un partito pronto a usare qualsiasi mezzo per raccogliere una manciata di voti in più alle prossime elezioni regionali. La gestione degli affidi, così come tutte le situazioni in cui sono coinvolti minori, deve essere improntata al massimo della responsabilità e della trasparenza ed avere come unico obiettivo il benessere dei minori stessi”.

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