Mer 17 Lug 2019 - 8486 visite
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Spal. L’inchiesta di procura e GdF si allarga: sequestrata anche la Curva Ovest

Altri 4 indagati. “Serie criticità in sede di montaggio, tali da esporre gli spettatori a pericoli reali e sussistenti”

Dopo curva est e tribuna nord, arrivano i sigilli anche per la Curva Ovest. Questa mattina, martedì 16 luglio, il nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Ferrara ha posto sotto sequestro anche il tempio del tifo biancoazzurro.

Il provvedimento è stato emesso dalla procura in merito ai lavori di adeguamento dello stadio “Paolo Mazza”, in merito ai quali gli inquirenti vogliono accertare presunte anomalie strutturali relative ai lavori di ampliamento effettuati nel 2018.

Si tratta di lavori attestati come conformi al progetto e come rispettosi della normativa antisismica attraverso l’emissione di certificati di collaudo, di cui, tuttavia, è stata ipotizzata la falsità.

La Guardia di Finanza, come in occasione del precedente sequestro, ricorda che “tutto ha avuto inizio con la permanenza della Spal in serie “A” nel campionato di calcio 2018/2019 e la conseguente necessità di ampliare lo stadio sino a 16.000 posti”. Dopo alcuni mesi dall’ultimazione dei lavori, una delle imprese sub-appaltatrici coinvolta nell’esecuzione delle opere, ha inviato alla Spal, alla prefettura, alla questura, al Coni e al Comune di Ferrara, una diffida all’utilizzo delle strutture “poiché sussisterebbero criticità severe nella esecuzione delle procedure di montaggio tali da esporre gli spettatori a pericoli reali e sussistenti”.

Le successive investigazioni delegate al Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Ferrara, volte a valutare l’effettiva conformità delle strutture relative alla Copertura Gradinata Nord e Struttura e Copertura Gradinata Est alla normativa di settore, stanno ora interessando anche la Curva Ovest che, alle prime valutazione dell’ingergner Carlo Pellegrino, il consulente tecnico nominato del pubblico ministero Barbara Cavallo, ha evidenziato criticità, in particolare, l’abbassamento residuo allo scarico che risulta superiore rispetto a quello teoricamente previsto.

I reati ipotizzati, a vario titolo, nei confronti di altre quattro persone indagate titolari delle imprese esecutrici dei lavori, della direzione lavori e del collaudatore, sono il falso ideologico e la frode in pubbliche forniture.

Anche in questo caso la Spal e il Comune di Ferrara sono parti lese. In proposito entrambi escono con una nota congiunta nella quale auspicano che “l’iter stabilito dalla procura di Ferrara nella giornata di martedì sia portato a termine nei tempi previsti”.

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