Lun 15 Lug 2019 - 711 visite
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Il nostro tempo dell’ipocrisia raccontato da Markaris

Il padre letterario del commissario Kostas Charitos, definito il 'Montalbano greco', protagonista di Autori a Corte

di Matteo Bellinazzi

“Tutto il sistema di oggi è ipocrita, non una persona in particolare, è questo che ho voluto far capire”. È Petros Markaris, uno degli autori greci più importanti, padre letterario del commissario Kostas Charitos, definito il ‘Montalbano greco’, il protagonista della seconda serata della sesta edizione estiva di ‘Autori a Corte’.

Il Consorzio Factory Grisù ha aperto le sue porte per l’evento speciale della presentazione del nuovo romanzo dello scrittore greco “Il tempo dell’ipocrisia” (La Nave di Teseo Edizioni), in Italia per una breve tournée, che terminerà il 16 luglio.

In questo nuovo capitolo, Charitos,  appena diventato nonno, deve affrontare una misteriosa serie di omicidi, compiuti da un ancor più misterioso gruppo terroristico, dove il denominatore comune sembra essere l’ipocrisia. Il caso costringerà il commissario a fare i conti con il suo implacabile senso di giustizia e la propria coscienza.

“L’ipocrisia è sempre esistita nella società”, afferma Markaris, rispondendo alle domande del direttore di Estense.com, Marco Zavagli, “la differenza tra oggi e il passato è che è molto più diffusa, nella finanza e nella politica. Il modo in cui le persone sono trattate è strettamente legato all’ipocrisia e questa è una cosa che mi coinvolge e mi fa arrabbiare molto e per questo ho deciso di parlarne nel mio ultimo romanzo”.

Tra le righe si intuisce che il commissario nutre una certa simpatia verso i terroristi, ma alla fine difende la società ipocrita che anche lui odia e, infatti, afferma Markaris: “Charitos ha un dilemma tra fare il suo dovere e ciò che ritiene giusto, ma alla fine il dovere prevale. È difficile perché lui sa che i terroristi stanno agendo per una giusta causa e in nessun altro libro si è trovato in un problema del genere”.

“Il caso è solo il punto di partenza, un pretesto per descrivere e criticare certi aspetti della società – afferma ancora l’autore greco -. L’investigazione del crimine quindi serve a capire perché queste persone sono diventate dei killer. La vera domanda non è ‘chi’ ma ‘perché’ e investigando si scopre che non esiste una divisione netta tra buoni e cattivi, tra colpevoli e innocenti”.

La storia recente della Grecia – ma non solo – è a sua volta parte della trama: “La famiglia di Charitos rappresenta le famiglie che sono state più colpite dalla crisi economica ed è in momenti così tragici che il legame familiare diventa ancora più importante. Ciò che voglio dimostrare è che anche provenendo da contesti umili, come Charitos e la moglie Adriana, si può riuscire ad andare avanti”, spiega Markaris, che aggiunge: “È chiaro che al giorno d’oggi il sistema finanziario attuale abbia reso le banche molto più forti che in passato e di conseguenza le persone sono molto più deboli. Ho voluto descrivere la triste realtà dei giorni nostri”.

E poi c’è Atene: “La città è la vera protagonista delle ‘crime stories’. Non serve solo a creare atmosfera. È così in tutti i racconti di questo tipo. Leggiamo questi libri per scoprire come sono le città dove sono ambientate le vicende. Nei miei libri potete scoprire come è Atene, una città fatta di contrasti, tra la parte vecchia e quella nuova, tra l’Atene di giorno e quella notturna. Sembra che siano due città diverse. La prima è l’inferno, la seconda è il paradiso. I suoi abitanti sembrano che passino tutto il giorno all’inferno solo per trascorrere qualche ora in paradiso”.

Prima di cominciare la presentazione non sono mancati i saluti della giunta, rappresentata dall’assessore alla cultura Marco Gulinelli, il quale ha sottolineato il “grandissimo onore di avere a Ferrara un autore del calibro di Markaris che non può che promuovere al meglio l’arte e la cultura per la città”.

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