Ven 12 Lug 2019 - 1341 visite
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Si chiude l’era Balboni nei movimenti giovanili di destra: “Lascio a testa alta”

Il neo assessore lascia le proprie cariche a Pellegrinelli, Manfra e Braccioni: "Scelta non legata al mio ruolo attuale e di continuità"

di Simone Pesci

Per Azione Universitaria, Azione Studentesca e Gioventù Nazionale si chiude l’era targata Alessandro Balboni. Il neo assessore della giunta Fabbri ha infatti formalizzato le dimissioni dalle sue cariche all’interno dei movimenti giovanili di destra, ponendo di fatto fine a un percorso lungo quasi 13 anni. “Mi ero dimesso in modo informale il 13 aprile, ma non ho voluto che questo entrasse nel calderone elettorale e comunque la decisione non è legata al ruolo attuale” si affretta a precisare Balboni.

Il motivo della scelta è più che altro morale, spiega: “È giusto che ci sia un passaggio di testimone, affinché questi ragazzi possano fare il percorso che ho avuto io di crescita umana e politica”.

I ragazzi a cui fa cenno sono Andrea Pellegrinelli, Edoardo Luigi Manfra e Giulio Braccioni, che diventano i nuovi presidenti di Gioventù Nazionale, Azione Universitaria e Azione Studentesca. “E’ una bella soddisfazione uscire a testa alta: siamo i più forti esponenti dell’associazionismo e movimentismo giovanile di destra e loro sono un punto di continuità” ammette Balboni.

I tre neo presidenti dimostrano già di essersi calati nel ruolo. “La nostra è la sezione giovanile di Fratelli d’Italia, quasi la fine di un percorso di militanza che si impronta marcatamente verso la connotazione politica di un partito” dice Pellegrinelli (Gioventù Nazionale), seguito da Manfra (Azione Universitaria): “Alle ultime elezioni studentesche siamo al secondo posto fra tutte le liste di Ateneo. Denota che qualcosa sta cambiando anche in ambito universitario”. “Noi rappresentiamo gli studenti delle superiori, vogliamo organizzare eventi che li coinvolgano di più” dichiara il nuovo numero uno di Azione Studentesca Braccioni.

L’era Balboni si chiude quindi con un proclama: “A settembre vorremmo lanciare uno spazio fisico, dove ritrovarsi e dare un punto di riferimento non solo politico, ma anche di svago, e cultura”. 

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