Lun 8 Lug 2019 - 5469 visite
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I residenti della Gad scrivono alla Soprintendenza

La denuncia: “I lavori allo stadio hanno deturpato e fatto scempio del quartiere”

Scempio del verde pubblico e recinzioni che deturpano l’urbanistica. I residenti attorno allo stadio scrivono alla Soprintendenza alle Belle Arti per denunciare “lo scempio nel quartiere Giardino di Ferrara”.

La lettera, firmata dalla referente per i residenti Elena Ruzziconi e dal presidente del Comitato Zona Stadio Massimo Morini (e sottoscritta da 31 nominativi) fa presente che la zona “negli ultimi anni è stata oggetto di interventi che riteniamo non ne abbiano saputo salvaguardare l’aspetto architettonico ed ambientale, soprattutto in una città il cui centro storico è patrimonio dell’Unesco”.

Il dito è puntato sui lavori di adeguamento del “Paolo Mazza”, in Corso Piave e delle vie limitrofe, in ossequio alla circolare 18/07/2018 del Ministero dell’Interno che impone di recintare l’area attorno all’impianto sportivo per separare le tifoserie e facilitare l’afflusso e il deflusso del pubblico durante le partite interne della Spal. Lavori che “hanno danneggiato in maniera molto evidente ed incontestabile il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale”.

In che modo? “Nelle vie adiacenti allo Stadio Paolo Mazza, più precisamente Via Ortigara, Via Cassoli, Corso Piave, Via Montegrappa e Corso Vittorio Veneto, si è fatto scempio del verde pubblico; ad esempio dividendo longitudinalmente il viale di ginkgo biloba (fossili viventi) con muro di recinzione, cementando tratti di bauletti erbosi per posizionare in via fissa, oramai da due anni, una parte delle recinzioni c.d. “Betafence” che restano costantemente posizionate nelle vie circostanti lo stadio deturpando per le loro dimensioni e colori l’urbanistica e l’aspetto architettonico e storico del quartiere”.

I residenti concordano sulla necessità di adottare misure di sicurezza necessarie per evitare disordini ed incidenti in occasione di incontri di calcio, ma contestano fermamente le modalità “con cui le stesse sono state ottemperate, a discapito di un intero quartiere che in questa zona vive tutto l’anno e non solo ogni 15 giorni in occasioni delle partite in casa”.

Per questo motivo chiedono alla Soprintendenza “se sia a conoscenza del fatto che i “Betafence”, manufatti obbrobriosi e mastodontici ma cosiddetti mobili (posizionati e non cementati a terra) non vengono per lo più mai rimossi dalla sede stradale – solo qualcuno viene portato dentro gli spazi dello stadio – al termine degli incontri calcistici, manifestazioni con cadenza appunto quindicinale”.

Barriere che non vengono rimosse nemmeno durante la sosta del campionato di calcio, di norma da fine maggio a fine agosto di ogni anno, e rimangono “depositate nelle vie su elencate, anche in prossimità di incroci stradali, generando non solo deturpazione dell’ambiente ma anche pericolosità per auto, ciclisti e pedoni in transito. Anche le stesse transenne, non vengono mai rimosse e riposte, a termine gara, in appositi spazi custoditi”.

Detto questo, i firmatari richiedono all’ente che tutela le belle arti e il paesaggio di accertare “se siano state rispettate le necessarie autorizzazioni e se siano state valutate/suggerite soluzioni alternative a tutela della sicurezza e incolumità del pubblico, in quanto non ci risulta che in altri impianti sportivi vi siano questi “sbarramenti”, così invasivi e deturpanti per l’ambiente. Di norma, per delimitare e incanalare il flusso dei tifosi da e per lo stadio, si usano infatti transenne e/o reti metalli facilmente smontabili e trasportabili al termine di ogni singolo incontro. Vorremmo pertanto suggerire che anche per le partite di calcio al “P. Mazza” vengano adottate tali misure di sicurezza”.

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