Ven 5 Lug 2019 - 1813 visite
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Bimba intossicata dai rifiuti pericolosi, chiesti 6 anni per i costruttori

La procura chiede la condanna per tre soci di un'azienda edile, per la difesa manca il nesso causale tra malattia e reato ambientale. Sentenza giovedì

Bondeno. Intossicazione da rifiuti pericolosi seppelliti nelle fondamenta del condominio Restagna, a Cantalupo di Bondeno, durante i lavori di ristrutturazione. Sarebbe questa la causa dei seri problemi di salute accusati da una bambina che all’epoca dei fatti, nel 2011, aveva 6 anni e che avrebbe risentito di una reazione al nichel, uno dei metalli pesanti ‘tombati’ sotto la palazzina in cui viveva, insieme ad alte concentrazioni di piombo, cromo, zinco, vanadio, arsenico.

Con l’accusa di lesioni gravissime sono finiti alla sbarra tre soci dell’azienda edile che si è occupata del cantiere: Andrea ed Antonio Gallini Pirani e la madre nonché legale rappresentante Maria Pia Cervi. Per i tre imputati, durante l’udienza di giovedì, il pm Barbara Cavallo ha chiesto una condanna a sei anni e due mesi di reclusione ciascuno.

Il giudice Piera Tassoni ha rinviato la sentenza a giovedì 11 luglio, quando deciderà se accogliere la richiesta di accusa e parte civile (il padre della piccola, oggi 15enne, entrambi difesi dall’avvocato Gabriele Bordoni) o le osservazioni della difesa, rappresentata dal legale Maria Elena Bompani.

Secondo l’accusa, l’esposizione al nichel avrebbe provocato “dermatiti e disturbi permanenti” sfociati in una “malattia grave e insanabile”, mentre per la difesa i suoi assistiti non hanno condotto questi presunti illeciti, per i quali “mancano le prove del nesso causale” tra la malattia e il reato ambientale contestato.

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