Sab 29 Giu 2019 - 9239 visite
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Oltre 200 persone al gay pride: “È un successo strepitoso”. Fabbri accolto dai selfie: “Contento di essere qui”

di Martin Miraglia

“È stato un successo strepitoso”. La presidente di Arcigay Ferrara Eva Croce commenta così la riuscita del gay pride ferrarese in via Ripagrande, nel 50esimo anniversario dalla notte dello Stonewall Inn — lo spartiacque della storia Lgbt, quando nel ’69 gli avventori del locale newyorchese si ribellarono alla polizia dopo l’ennesima incursione —, davanti a una tavolata che conta almeno 160 persone che hanno condiviso una pizza servita proprio dagli organizzatori più tutti gli altri avventori del dj set e del concerto acustico deglu Strike, almeno un altro centinaio che si avventurano tra gli stand delle birre e i banchetti di Volt — il partito liberale paneuropeo. Una folla festosa che, inoltre, si compone in misura prevalente di giovani.

E lo scopo dell’evento, “aperto a tutti perché i diritti sono sempre di tutti e non si ascrivono mai solo a una minoranza”, non cambia: voler fare luce sulla condizione della comunità Lgbt e contrastare l’omofobio in un Paese che, secondo Croce, fa molto peggio degli altri sul tema. “L’Italia dal punto di vista di questi diritti è un Paese molto retrogrado: siamo al 34esimo posto nella valutazione di Ilga — l’International Gay and Lesbian Association, ndr — che monitora i diritti delle persone Lgbt”, spiega infatti la presidentessa di Arcigay Ferrara, “e la questione è che in Italia abbiamo dei ministri che usano un linguaggio omofobo e siamo arretrati anche da un punto di vista normativo: lo scandalo sono le leggi sulle persone transgender vecchie di quarant’anni che sono un unicum in Europa, persino il Portogallo è riuscito ad approvarne una due anni fa; lo scandalo sono le leggi sull’omofobia perché tantissime Regioni, compresa l’Emilia-Romagna, non si sono ancora dotate di una normativa di contrasto a questo fenomeno e i risultati si vedono come ad esempio nell’ultimo episodio di Pescara dove due turisti brasiliani che andavano in giro mano nella mano sono stati aggrediti pericolosamente”.

Quella di venerdì sera, comunque, rimane un evento di festa da celebrare: “Questa è una serata di rivendicazione politica, certo, ma anche di festa come tutti i pride. La cosa bella è che sono frequentati da tutte le persone, non solo dalla comunità Lgbt: ci sono famiglie, ci sono bambini. È l’inclusività, quindi auspichiamo che si possano fare dei passi avanti”, conclude Croce.

E sul punto dell’inclusività è d’accordo anche il neo-sindaco di Ferrara Alan Fabbri, che poco prima delle 22 ha omaggiato l’evento con una partecipazione per un saluto, accolto dai selfie dei suoi supporter e dagli organizzatori della manifestazione. “Mi fa piacere essere qua”, spiega Fabbri, “con Arcigay ci eravamo già trovati appena insediato. Come è naturale abbiamo garantito a tutti la possibilità di esprimersi senza nessun tipo di pregiudizio, anzi vedo che è una bella festa che attrae molte persone. Come ho detto in campagna elettorale sarò il sindaco di tutti a prescindere dal colore della pelle, dall’orientamento religioso o dalle scelte sentimentali. Io conservo le mie idee sul tema della famiglia, Arcigay porta avanti una battaglia di diritti e sono liberi di esprimersi quindi non vedo nulla di strano nell’essere qui. Sono stato attaccato su questo quando in realtà è una cosa normalissima”.

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