Mer 12 Giu 2019 - 485 visite
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Mercatone Uno: “Riaprire tavoli di confronto a tutela di lavoratori, fornitori e clienti”

Approvata in Regione risoluzione Pd-Si-Misto. Ok anche da Lega e M5s. Pd: "Non chiediamo assistenzialismo, ma che queste persone siano reintegrate"

Stefano Caliandro (Pd)

Approvata in Aula con il sì del Partito democratico, Sinistra italiana, MistoMovimento 5 stelle, Lega Nord e l’astensione di Fratelli d’Italia e Forza Italia la risoluzione a firma dei dem Stefano Caliandro, Paolo Calvano, Nadia Rossi, Francesca Marchetti, Mirco Bagnari, Marcella Zappaterra, Ottavia Soncini, Enrico Campedelli, Luciana Serri, Manuela Rontini, Katia Tarasconi, Lia Montalti, Giorgio Pruccoli, Paolo Zoffoli, Silvia Prodi (Misto) e Igor Taruffi con Yuri Torri (Si) che, dopo il fallimento della Shernon Holding, proprietaria del marchio Mercatone Uno, chiede di “tenere aperti i tavoli di confronto con sindacati, istituzioni e fornitori per dare un primo urgente sostegno ai lavoratori, alle loro famiglie e ai clienti”.

Approvata anche una parte della risoluzione del M5s abbinata che chiede di appoggiare la ricollocazione dei lavoratori in altre aziende. Respinta invece la parte dove il M5s manifesta “apprezzamento per le decisioni del governo nazionale intraprese fino ad ora” e una risoluzione di Fratelli d’Italia.

Come specifica Stefano Caliandro (Pd) in apertura, “la Regione Emilia-Romagna ha già avviato un’importante azione politica per i suoi cittadini, ma chiediamo un confronto anche con il Governo perché il problema che si sta trattando è serio e il Mise rimane immobile. Il riavvio dell’amministrazione straordinaria è l’unico modo per attivare in tempi certi gli ammortizzatori sociali”. I dem esprimono grande preoccupazione per la situazione dei 1.800 lavoratori lasciati a casa (450 in Emilia-Romagna) e per le loro famiglie, per i fornitori e i clienti e chiedono garanzie anche per loro. Altra richiesta al Governo, quella di accelerare le procedure con Inps per liquidare il Tfr dei lavoratori in modo da dare un primo urgente sostegno. “In un paese civile, queste cose non possono accadere”, insiste Caliandro, “tutelare i lavoratori con gli ammortizzatori sociali serve ad aprire una discussione profonda sul modo in cui si crea occupazione di qualità. Non chiediamo assistenzialismo, vogliamo che queste persone siano reintegrate. Non esiste colore politico rispetto a problemi come quello della perdita del lavoro, ma tutti devono assumersi le proprie responsabilità”.

Sul tutelare i lavoratori è d’accordo anche Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) secondo il quale però non si può scaricare tutta la responsabilità sull’attuale Governo. Si tratta di “una vicenda che a partire dal 2015 è stata gestita da sempre in modo maldestro”. Fratelli d’Italia chiede “un intervento del Mise per sostituire la terna commissariale nominata dal ministro Guidi del Governo Renzi che ha dimostrato anche in passato di non saper individuare soluzioni valide ai fornitori che per anni hanno dovuto sopportare una situazione di estrema criticità per le difficoltà operative, finanziarie e gestionali del Mercatone Uno”. Infine, secondo Tagliaferri, “i lavoratori non meritano di essere usati come pedine contro il governo di turno”.

Silvia Piccinini (M5S)

“La crisi viene da anni di difficoltà”, concorda Silvia Piccinini del M5s, “la Shernon Holding che ha acquisito l’azienda nel 2018 non aveva una solidità economica adeguata, adesso è fallita. Non vogliamo puntare il dito contro nessuno, il nostro unico obiettivo sono le tutele per i lavoratori, i fornitori e assistenza anche agli stessi clienti che hanno pagato merci che probabilmente non vedranno mai”. La richiesta al Governo, contenuta nella risoluzione a firma M5s, è anche quella di cercare accordi con altre aziende per ricollocare i lavoratori.

Molto critico verso il Governo Igor Taruffi (Sinistra Italiana) che denuncia una “totale mancanza di controllo da parte del ministero dello Sviluppo economico”. “Questa partita, per la sua complessità, non può essere seguita solo da un’amministrazione comunale, ma il Governo si è silenziato”. Secondo il consigliere, “la politica non si fa a colpi di tweet, ma con un attento lavoro di monitoraggio che è mancato. Dall’oggi al domani 1.800 lavoratori sono stati lasciati a casa, senza nessuna informazione. Non si può gestire la situazione in maniera così inadeguata, le istituzioni perdono credibilità”.

“Il Governo in realtà si è già attivato per andare incontro anche alle esigenze dei fornitori”, replica Daniele Marchetti (Lega Nord), “ci sono incontri già calendarizzati a livello di città metropolitana e in tutti i comuni interessati”. Il leghista chiede quindi di unirsi per affrontare insieme il problema: “E’ il momento di togliersi la casacca politica e ragionare sul da farsi”.

“Si tratta di una vicenda complessa”, è il commento dell’assessore alle Attività Produttive, Palma Costi. “Abbiamo sollecitato il Mise a più riprese e ottenuto un incontro, la richiesta era quella di rientrare in amministrazione straordinaria per procedere con gli ammortizzatori sociali, ma i lavoratori tuttora rimangono in una situazione di limbo. Come Regione stiamo studiando anche se sia possibile intervenire più agevolmente per aiutare i lavoratori e le famiglie anche con le banche, ma sollecitiamo il Governo ad agire perché non può mancare un ruolo nazionale”.

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