Sab 8 Giu 2019 - 487 visite
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Mercatone Uno, cauto ottimismo tra i sindacati: “Decisione del tribunale primo passo, ora continuare il pressing”

"Le azioni sul territorio hanno fatto sì che si sviluppasse una certa sensibilità sul tema al Mise"

È un cauto ottimismo quello che regna tra le fila dei sindacati, riunitisi per una conferenza nella sede della Cgil di piazza Verdi, in merito alla vicenda Mercatone Uno che loro affrontano sul versante dei dipendenti dopo la svolta arrivata ieri con la decisione del tribunale di Bologna che ha riammesso l’azienda all’amministrazione straordinaria nel primo passo verso la riapertura della catena di negozi e, soprattutto, “dell’attivazione della cassa integrazione per i lavoratori che dall’istanza di fallimento sono senza stipendio”.

“Abbiamo chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo Economico affinché si possa procedere all’attivazione della cassa integrazione in tempi brevi”, ha infatti spiegato Anna Pensa di Filcams Cgil. “Dal 27 maggio non siamo stati a guardare, attivando una serie di azioni per dare un sostegno contingente ai lavoratori. La Regione si è messa subito al lavoro prodigandosi per mettere a disposizione delle risorse per anticipare l’accesso alla cassa integrazione come ha già fatto in altre occasioni, mentre ci siamo messi all’opera per sostenere i dipendenti che hanno mutui o prestiti personali, e su questo Intesa-Sanpaolo è già intervenuta dando l’opportunità di sospendere le rate fino a 12 mesi”.

Non solo: “A livello territoriale si è lavorato in sinergia con le istituzioni ed è stato organizzato un presidio davanti alla prefettura mentre si interveniva sulle istituzioni locali. A Ferrara l’assessore Ferri si è prodigata ed è stata approvata una delibera per il sostegno contro la morosità incolpevole, una delibera che ci auspichiamo venga ripresa anche dagli altri comuni”, ha concluso Pensa.

“Su questa vicenda è stato fondamentale l’aiuto della Regione e il rapporto con i rappresentanti del territorio, ovvero Calvano e Zappaterra”, ha aggiunto invece Giorgio Zattoni della Uil. “Le azioni sul territorio hanno fatto sì che si sviluppasse una certa sensibilità sul tema al Mise. La decisione del tribunale poi è il primo passo, ma serve un piano di rilancio perché la cassa integrazione è una copertura reddituale temporanea e condizionata al rilancio dell’azienda con il fine di una prospettiva di lavoro, altrimenti non è eterna e diventa solo una soluzione tampone. Va quindi continuato il pressing, senza dimenticare che servirà venire incontro ai consumatori, altrimenti l’impatto pesantissimo ricadrà sui dipendenti”.

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