Dom 2 Giu 2019 - 290 visite
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Italia in Comune a fianco del candidato sindaco Modonesi

Alberto Bova: "Aldo ha accettato i quattro punti del nostro programma che ritengo non negoziabili per una ripresa socio-economica della città"

“Abbiamo l’obbligo morale di continuare a lavorare per la nostra città, io non posso accettare che a governare sia qualcuno che invece di unire vuole solo dividere”. Sono queste le parole tuonate venerdì 31 maggio dal palco di piazza Trento e Trieste da Alberto Bova, candidato sindaco di Italia in Comune–Ferrara Concreta al primo turno e ora, dopo l’ufficializzazione dell’appartamento, al fianco del candidato Aldo Modonesi.

“Credo – dichiara Bova –  che sia giusto assecondare la voglia di cambiamento, ma bisogna cambiare in meglio. Ho proposto quattro punti del nostro programma che ritengo non negoziabili per una ripresa socio-economica della città: esenzione dalle imposte comunali per le nuove attività produttive che si insedino nel territorio; rimborso a bando della Tari per gli esercenti di frazioni e periferie con un fatturato fino a 100.000 e di Tari e Imu per quelli fino a 50.000; eliminazione delle liste di attesa degli asili comunali attraverso convenzioni con strutture private; aiuti economici per permettere alle famiglie a bassa Isee per accedere alle attività sportive. Aldo Modonesi li ha accolti, si è impegnato a portarli a termine nei primi 100 giorni, se verrà eletto. E ora sono al suo fianco”.

L’apparentamento della lista Italia in Comune–Ferrara Concreta a favore del candidato sindaco Aldo Modonesi è infatti stato ufficializzato il 30 maggio: il 9 giugno la città sarà chiamata nuovamente alle urne per scegliere il suo sindaco e Italia in Comune–Ferrara Concreta sostengono la candidatura di Modonesi: “Abbiamo sbagliato tutti – continua Bova – perché non abbiamo saputo comunicare che il sindaco non può fare lo sceriffo e il compito dell’Amministrazione è far sì che la delinquenza non trovi terreno fertile. Come? Creando lavoro, stando a fianco delle famiglie, occupando i territori. Si è fatto molto ma si può fare di più, e il 9 giugno la scelta sarà tra il continuare migliorando o il consegnare la città in mano a chi in un anno di governo al Paese non ha saputo fare nulla, non ha migliorato nulla, e non ha neanche idee per farlo”.

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