Gio 23 Mag 2019 - 59 visite
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La passione per la scienza in mostra nella “stanza delle meraviglie”

Animali, strumenti, preparati scientifici e curiosità naturali raccontati dagli studenti alla Rocca di Cento

Cento. Venerdì 24 maggio alle 11 presso la Rocca di Cento sarà inaugurata la mostra didattica dal titolo La passione per la scienza a Cento tra immaginario e realtà. Wunderkammer di raccolte e curiosità tra XVII e XX secolo.

Riconosciuta tra i progetti vincitori del bando di concorso “Io amo i beni culturali” promosso dall’Ibc dell’Emilia Romagna, la mostra costituisce la presentazione al pubblico di un percorso nato dalla sinergia tra il liceo ginnasio G. Cevolani e le istituzioni culturali della città, in particolare l’Archivio Storico del Comune di Cento, con la finalità di riscoprire, tutelare e valorizzare raccolte di oggetti che sono stati tramandati grazie all’importante tradizione degli studi umanistici e scientifici nella città centese.

“Condividere questo patrimonio, materiale e immateriale, è fondamentale affinché i nostri studenti di oggi si sentano orgogliosi di vivere il loro percorso di formazione in un contesto che ha avuto nel tempo una significativa presenza di ricercatori, umanisti, collezionisti eclettici – spiegano i promotori -. L’eredità di chi ci ha preceduto si esprime non solo nei libri ma anche nella varietà di oggetti e reperti che, fortunatamente, sono stati in parte conservati e che ancora sono in grado di generare in noi stupore, meraviglia, curiosità per le piccole e grandi cose create dall’uomo e dalla natura”.

Questa capacità di meravigliarsi, che è il primo motore della ricerca della conoscenza, trova espressione nella metafora della Wunderkammer, un luogo fisico e ideale dove ogni ambito del sapere convive e si mette in relazione. Così è nata una mostra suggestiva e avvincente come una camera magica, che riunisce animali, strumenti, preparati scientifici e curiosità naturali intorno ad alcuni preziosi volumi dell’Historia Naturalis del grande naturalista cinquecentesco bolognese Ulisse Aldrovandi, considerato il fondatore delle Scienze Naturali moderne.

Tutto ciò è stato possibile grazie al sostegno dell’Ibc dell’Emilia Romagna, alla collaborazione della Fondazione Patrimonio Studi di Cento, che ha concesso il prestito dei materiali appartenenti al museo del liceo, e della Biblioteca Universitaria di Bologna, per la concessione delle riproduzioni di illustrazioni aldrovandiane.

Hanno collaborato gli studenti della classe 4 C del liceo classico per ricerca archivio, redazione testi, allestimenti e comunicazione (Francesco Balboni, Federico Bonzagni, Andrea Canale, Celeste Caretti, Francesca Corvini, David Donati, Vittoria Marri, Sofia Martini, Marta morelli, Carmela Pannone, Davide Pareschi, Laura Pedrielli, Florian Piazzi, Francesca Pia Santonastaso) e la classe 2 P del liceo linguistico per analisi dei materiali, redazione didascalie, allestimenti e didattica (Celeste Baccilieri, Beatrice Belluzzi, Elisa Benatti, Miriam Bianchi, Nichita Bondari, Virginia Branca, Sara Capiluppi, Giorgia Carboni, Sofia Cestari, Alesia Dangelliu, Michael Di Monte, Gaia Fariselli, Sarah Galante, Lorenzo Gamberini, Angelica Giberti, Yihang Jiang, Martina Lopez, GiadaMariotti, Chiara Nanetti, Marica Parola, Assumpcao Esther Pereira, Martina Rossi, Diana Ioana Susai).

La mostra è visitabile anche su appuntamento e su richiesta sono previste visite guidate e attività didattiche gratuite. Sarà aperta al pubblico fino al 18 agosto.

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