Mer 22 Mag 2019 - 230 visite
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Sensoli (M5S): “L’accentramento non può essere una scusa per depotenziare ospedali periferici”

Il Gruppo Sanità lancia per Ferrara il progetto di "diagnostica domiciliare". Mantovani: "Fare il monitoraggio sull'incidenza di cancro nel Comune"

di Simone Pesci

“La politica dell’accentramento dei servizi in alcuni casi può andare bene, ma in altri non deve essere utilizzata come scusa per depotenziare gli ospedali periferici”. Così Raffaella Sensoli, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, si è presentata a Ferrara martedì sera, dove era stato organizzato un momento di confronto in ambito sanitario, tema fra i più centrali dei prossimi anni di legislazione, sia a livello locale che regionale.

La pentastellata punta il dito su quello che sarebbe dovuto essere il piano di riorganizzazione delle proprie Asl, e se “la storia di chiudere i punti nascita sotto i 500 bambini è eclatante, con molte donne che si sono ritrovate a partorire in ambulanza”, Sensoli ricorda che “la soluzione proposta dal M5S era far ruotare il personale fra i vari presidi”.

“Lo slogan era ‘Meno ospedali, più territorio’ – rammenta il consigliere – quindi ci saremmo aspettati che si sarebbe agito di più sul territorio, ma non sta succedendo. Si sono riempiti la bocca con le Case della Salute, ma sostanzialmente il saldo è zero, quello che si trova lì oggi si trovava nel vecchio Nucleo Cure Primarie. L’unica differenza è che i medici di base sono stati invogliati ad entrare nelle Case della Salute, creando situazioni di disagio e disorientamento da parte del cittadino”.

Venendo al programma ferrarese, il candidato consigliere Orazio D’Alessio punta forte sulla “diagnostica domiciliare”, un tema caro anche a Donatella Pasqualini: “La sanità domiciliare viene incontro ai problemi di super afflusso del pronto soccorso. Il progetto di radiologia dominicale pubblica consiste nel tecnico che va a casa delle persone, svolge in loco l’ecografia o la radiografia e, in tempo reale, le immagini vanno in un server e possono venire viste dagli ospedali provinciali e dal medico di base. Il futuro della sanità sarà digitale, ci piacerebbe che l’Emilia-Romagna fosse pilota di questo progetto”.

“Gli accessi al pronto soccorso di Cona, negli ultimi dodici mesi, sono stati circa 55mila” rendiconto Daniele Lanzoni, che evidenzia un altro aspetto: “E’ alto il numero di rericoveri, di persone che entrano, vengono dimesse e poi tornano al pronto soccorso. Questo perché non c’è continuità fra ospedale e territorio. C’è un problema anche sociale, con molte persone che sono sole a casa”. “Quella della gestione dei malati cronici è una delle sfide più grandi” ammette Sensoli, che pone il medico di base al centro del sistema, mentre “i dirigenti sanitari non devono più essere di nomina politica, ma selezionati solo per competenza”.

Se il responso del 26 maggio decreterà vincenti i 5 Stelle, il candidato Tommaso Mantovani ha già le idee chiare su dove partire: “A Ferrara c’è il primato regionale di tumore ai polmoni per i maschi e il primato di tumore al colon retto per maschi e femmine. Il Petrolchimico non è fra i siti di interesse nazionale, eppure è è uno dei quattro poli chimici della pianura padana. Sarà tutto nella norma, eppure abbiamo questi tristi primati. Una prima cosa da fare è il monitoraggio sull’incidenza di cancro nel Comune”. 

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