Ven 17 Mag 2019 - 7028 visite
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Svolta nel caso Willy Branchi, ci sono degli indagati per omicidio

La notizia data dal fratello Luca: “Ho fatto bene a continuare a credere e sperare, questa giornata è tutta per te, fratello mio”

Goro. A più di 30 anni dal brutale assassinio e a cinque dalla riapertura del caso, ci sono finalmente degli indagati per omicidio. È una vera e propria svolta sul caso Willy Branchi quella data dal pm Andrea Maggioni che nei giorni scorsi ha iscritto una o più persone nel registro degli indagati, individuandole come autrici o compartecipi dell’omicidio del 18enne trucidato il 30 settembre 1988.

La notizia viene riportata sul proprio profilo Facebook dallo stesso fratello di Willy, Luca Branchi, che non ha mai mollato la presa alla ricerca della verità, aiutato in questo percorso dall’avvocato Simone Bianchi.

Non sono noti i nomi (o il nome) delle persone sottoposte alle indagini.

Sono trascorsi 11.185 giorni da quando me l’hanno ucciso. Ho aspettato con pazienza questo momento… tante volte ho pensato che non sarebbe più arrivato – scrive Branchi -. E invece ho fatto bene a continuare a credere e sperare. Oggi è una giornata che in parte mi ripaga delle sofferenze e dei dolori che in questi anni io e la mia famiglia abbiamo passato. Mi avevano chiesto di tenere la cosa ancora riservata, ma non ce l’ho fatta. È più forte di me. Dopo 30 anni e 8 mesi, dopo tanto dolore, dopo tante bugie, prese per i fondelli, la notizia che è arrivata in queste ultime ore potrebbe davvero essere la svolta decisiva per arrivare a quei bastardi che hanno ridotto in quel modo Willy. La Procura ha indagato una o più persone per omicidio. Sì, avete capito bene: per l’omicidio di mio fratello. Non sono qui a colpevolizzare nessuno, ma se la Procura è arrivata a tanto, credo che abbia in mano elementi decisivi”.

La possibile svolta arriva cronologicamente a poche settimane di distanza dalle nuove accuse rivolte dalla stessa procura nei confronti di don Tiziano Bruscagin, l’ex parroco di Goro, oggi indagato per calunnia e false informazioni.

Oltre a lui sono già sotto indagine per aver reso false informazioni al pm il sarto Rodrigo Turolla e sua moglie, Maria Barini, oltre che il medico Pierluigi Bordoni e il pescatore Patrizio Mantovani. A ottobre invece inizierà il processo a carico di Carlo Selvatico, il pensionato accusato anche lui di aver fornito false informazioni al pubblico ministero.

Luca Branchi con l’avvocato Simone Bianchi (archivio)

“Mentre scrivo ho gli occhi gonfi di lacrime – scrive ancora Luca Branchi -, perché dopo aver visto mio padre morire pian piano con la foto del suo Willy tra le mani, dopo aver ascoltato tutti i giorni, ancora oggi, mia madre parlare con Willy a voce alta e chiamarlo ad ogni ora del giorno e della notte, credo sia il minimo. Potete dire tutto di me, potete tirare fuori gli sbagli commessi in passato, non mi interessa. Perché a me interessa una cosa sola, sapere chi ha ucciso mio fratello. Willy, che male aveva fatto per meritarsi una fine così orribile? Spiegatemelo. E dovete dirlo ai carabinieri e al magistrato che, insieme al mio avvocato, in tutto questo tempo hanno fatto il massimo. Oggi sentire questa notizia mi fa arrabbiare ancora di più, ma dall’altro lato mi riempie il cuore di speranza. Dopo le tante falsità dette da un prete e dalle altre persone oggi indagate, ora siamo davvero arrivati alla fase decisiva di questa maledetta storia. E queste persone indagate per omicidio, che non conosco nemmeno i loro nomi, dovranno spiegare molte cose. Willy – conclude Luca – questa giornata è tutta per te, fratello mio”.

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