Gio 16 Mag 2019 - 674 visite
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Posta elettorale, dubbi del M5S su Calò: “Ha violato la privacy?”

Lettera ai soci Anffas, Mantovani e Marcucci temono un "utilizzo improprio" degli indirizzi

“Dagli arbitri alle famiglie di persone con disabilità, per il presidente del consiglio comunale Girolamo Calò il passo è breve, anche se più che passo andrebbe chiamata scivolata, o caduta (di stile quantomeno)”.

Lo “scivolone” è segnalato da Tommaso Mantovani e Lorenzo Marcucci, rispettivamente candidato sindaco e consigliere comunale del M5S, che denunciano un “utilizzo presumibilmente improprio di una lista di indirizzi di appartenenti a una cooperativa” fatto dall’attuale presidente del consiglio comunale e candidato nelle liste del Partito Democratico per la propria campagna elettorale.

Un caso simile a quello scoppiato nel 2014, quando il consigliere di Gol Francesco Rendine attaccò Calò, risultato il candidato più votato alle scorse elezioni, per aver “inviato mail di propaganda agli iscritti dell’associazione arbitri di Ferrara (la cui sede per puro caso si trovava nella circoscrizione di cui è stato presidente dal 2004 al 2008) – ricordano i pentastellati -. Il caso fu sollevato dopo le elezioni, ma il Pd decise comunque di nominarlo presidente del consiglio”. All’epoca lo stesso Calò non sembrò dar peso all’atto di accusa.

Oggi il copione pare ripetersi. “Ci segnalano che una lettera molto simile è arrivata sempre dallo stesso candidato ai soci della cooperativa sociale Spazio Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale)” scrivono Mantovani e Marcucci, “certi che al candidato Pd anche questa comunicazione sia ‘scappata’ in buona fede, nella convinzione che indipendentemente dal motivo di iscrizione ad una determinata lista di indirizzi l’invito a votare per i giusti sia sempre ben accetto. Giusti per cosa non si sa”.

Come nel caso precedente, si tira in ballo la legge sulla privacy. “Ci chiediamo come il candidato sia venuto in possesso della lista di indirizzi senza violare le norme sulla privacy (si immagina che gli aderenti non abbiano dato il loro indirizzo per questi scopi)” è il dubbio sollevato dai pentastellati che intendono sapere anche “cosa ne pensa Aldo Modonesi, il candidato sindaco della sua lista, di questo modo di fare propaganda politica, e se ha intenzione, in caso di una situazione simile alle scorse elezioni, di premiarla e di continuare con questa mala gestione della politica che hanno contribuito a radicare a Ferrara”.

“Al Pd probabilmente l’episodio è da considerarsi come un valore aggiunto – è la chiosa di Mantovani e Marcucci -, considerando il recentissimo caso sollevato dai nostri portavoce regionali che riguarda la vicepresidente Gualmini che ha utilizzato la mailing list dell’Università di Bologna per farsi campagna elettorale”.

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