Gio 16 Mag 2019 - 932 visite
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Ospedale del Delta, Romanini sui sindacati: “Ignorano i problemi del territorio”

Il sindaco uscente di Lagosanto chiarisce la sua posizione sulla riorganizzazione aziendale di Delta e Cona: "Accordi da rivedere al più presto, a che titolo le Ooss dettano indirizzi precisi?"

Lagosanto. Il sindaco uscente di Lagosanto e candidata alle prossime amministrative Maria Teresa Romanini torna sul tema ‘sanità territoriale’ nei giorni caldi che vedono in qualche modo contrapposti amministratori e sindacati, un clima palesato anche da una recente nota stampa di Cgil, Cisl e Uil.

“Vorrei fare un po’ di chiarezza affinchè non si interpretino male le dichiarazioni in merito al documento dei sindacati presentato nell’ultima Conferenza Territoriale Socio Sanitaria (Ctss). Non concordo, come già espresso in conferenza, con il merito e il metodo con cui è stato ‘presentato’ ai sindaci: l’impressione che si è voluta dare – spiega Romanini – è che tale documento sia stato condiviso all’interno della Ctss, ma ciò non corrisponde al vero, o almeno io come sindaco non sono stata invitata ad incontri di discussione”.

“Ho rimarcato anche negli ultimi incontri dell’ufficio di presidenza la mia contrarietà a perseverare nell’inter-aziendalizzazione prevista dall’accordo quadro firmato nel 2016, che (ho detto più volte) a mio parere va rivisto, sia nel rispetto delle nuove necessità dei cittadini, sia perché è fortemente sbilanciato a favore dell’azienda ospedaliera”.

“In merito al documento sindacale, non votato ma accolto come atto, è stata inviata da parte mia alla Ctss una nota scritta che elencava alcuni punti che mi vedevano contraria. Parlare quindi di unanimità di approvazione non corrisponde alla realtà. Mancando appunto la discussione e la condivisione, mi chiedo a che titolo le organizzazioni sindacali dettino ‘indirizzi precisi’ alle aziende? Al limite potranno dare il loro punto di vista, che non può essere fatto passare come atto della Conferenza”.

Per ulteriore chiarezza, Romanini riporta poi alcuni passaggi della nota in questione, inviata lo scorso 23 aprile 2019 alla Ctss, in cui suggeriva di interpellare i professionisti “sulle ricadute delle parti ‘secondo loro’ raggiunte, con dipartimenti interaziendali praticamente quasi tutti gestiti dai professionisti di Cona (è vera integrazione?). Ritengo – scriveva il sindaco laghese – che sia necessaria prima una maggiore integrazione tra gli ospedali spoke e il territorio, poi in futuro, quando cambierà anche la normativa si potrà pensare di unire le aziende”.

“Mi chiedo oggi – aggiungeva – da dove venga tutta questa fretta nel voler portare avanti l’accordo quadro quando io e gli altri sindaci non abbiamo votato a favore della riorganizzazione territoriale ospedaliere a gennaio 2017. Per quale motivo i sindacati non si sono preoccupati di conoscere le nostre motivazioni? Siamo forse sindaci di serie C? In merito alla riorganizzazione dei servizi comuni amministrativi, definirli uniti è una scusa: sono solo suddivisi su due piani diversi, con quale utilità? Per non parlare dei servizi tecnici”.

“Secondo i sindacati – conclude – non esistono ostacoli all’integrazione: mi chiedo se abbiano mai fatto un giro anche per gli ospedali spoke o se si siano fermati solamente all’Hub? E dei problemi del territorio? Non menzionano mai i servizi territoriali, non saranno mica convinti che funzionano correttamente? In attesa di visionare il verbale della seduta della Ctss di maggio, ribadisco la mia posizione circa la necessità di revisionare il prima possibile l’accordo quadro. Sugli altri punti nulla da ridire”.

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