Ven 10 Mag 2019 - 703 visite
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La Conferenza Socio-Sanitaria lascia le ‘disposizioni finali’: “Urgente l’integrazione Ausl-Sant’Anna”

Ultima riunione per molti sindaci prima delle elezioni: il documento messo agli atti esorta le aziende a completare il percorso

Una riunione della Conferenza Socio-Sanitaria

Si è conclusa con un invito ad Ausl e Sant’Anna di “completare nel più breve tempo possibile il processo di integrazione strutturale tra le Aziende sanitarie della Provincia” l’incontro della Conferenza Socio-Sanitaria di giovedì 9 maggio.

Una sessione che rappresentava per certi versi uno spartiacque per l’organo di controllo della sanità locale, dal momento che diversi sindaci che ne fanno parte verranno presto sostituiti dai propri successori al termine delle elezioni, compreso il presidente della Conferenza, il sindaco di Copparo Nicola Rossi. L’ultimo incontro tra Ausl, Sant’Anna e sindaci del territorio ha quindi dato alle due aziende le ‘indicazioni finali’ per i prossimi mesi – attraverso un documento messo agli atti al termine -, dopo la presentazione dei loro bilanci.

Indicazioni che si sintetizzano in due parole: riorganizzazione e integrazione. Già a fine gennaio del 2017 infatti la Conferenza Socio-Sanitaria aveva approvato il progetto di riorganizzazione delle due aziende sanitarie, sulla base dell’accordo quadro sottoscritto da Ausl e Sant’Anna. Da allora, si legge nel documento della Conferenza Socio-Sanitario “sono stati raggiunti diversi risultati ma altri rimangono da attuare” e per questo è stato dato mandato alle due aziende di “completare nel più breve tempo possibile il processo di integrazione strutturale”, con varie modalità. In primo luogo attraverso il “riordino dell’assistenza ospedaliera provinciale” e in particolare la “realizzazione delle vocazioni distintive previste per gli ospedali distrettuali”. Lo scopo insomma è quello di non avere una molteplicità di ospedali ‘generalisti’ e di puntare a un “rapido incremento dell’attività chirurgica, riducendo così i motivi determinanti della mobilità passiva”.

Una mobilità passiva che negli ultimi anni ha costituito uno dei problemi principali per la sanità ferrarese, che subisce la concorrenza delle strutture sanitarie venete, “determinando una riduzione dei ricavi disponibili per sostenere e mettere in efficienza i servizi direttamente gestiti”. Per questo la Conferenza ha chiesto alle aziende sanitarie di “valutare una modifica del modo di considerare e gestire la mobilità passiva inter – regionale nelle Province di confine, in una missione regionale”, in modo da ottimizzare costi e risorse della sanità regionale.

Nel documento messo agli atti dalla Conferenza Socio Sanitaria è stato ribadito ancora una volta il problema dell’elevata età media in provincia, che determina un notevole aumento dei costi complessivi e la necessità di “rivalutare e completare il processo di adeguamento dell’attuale sistema di finanziamento a quota capitaria delle aziende sanitarie”.

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