Dom 5 Mag 2019 - 1056 visite
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Lavoro e turismo, le idee dei candidati sindaci per il terziario

Tribuna politica organizzata dall'Afarc. Assenti Fusari, Mantovani, Fabbri e Modonesi, che si fanno sostituire. Rendine abbandona l'incontro

di Davide Soattin

Una vera e propria tribuna politica, quella organizzata dall’Afarc – associazione degli agenti di commercio, imprenditori, liberi professionisti, imprese ed esercenti – in cui i candidati sindaco hanno avuto la possibilità di confrontarsi sulle tematiche inerenti il lavoro, il turismo e il terziario, nonostante diverse assenze tra i protagonisti.

Al dibattito pubblico infatti, oltre a Roberta Fusari di Azione Civica, non si sono visti Alan Fabbri, Tommaso Mantovani e Aldo Modonesi (impegnato ad accogliere Carlo Calenda in città, ndr), rispettivamente sostituiti da Matteo Fornasini, Paride Guidetti e Girolamo Calò.

E proprio Calò è stato il primo a prendere la parola nella mattinata di confronto, delineando gli obiettivi principali del programma elettorale presentato dal Partito Democratico: “Ci impegneremo per poter istituire un nuovo tavolo che unisca artigianato e industria, senza dimenticare l’importanza di valorizzare l’università e coinvolgere i tanti studenti fuori sede per farli rimanere come risorsa della nostra comunità. Dovremo potenziare inoltre i rapporti con la Camera di commercio e la vocazione turistica e culturale della città, con treni più veloci da Bologna e Padova e l’ampliamento delle maggiori arterie stradali”.

Un appello a irrobustire le infrastrutture e a crearne di nuove, come nei casi più lampanti della Cispadana, del potenziamento della Ferrara-Mare e della terza corsia in A13, che è stato ripreso anche nelle proposte di Andrea Firrincieli di InnovaFe: “Bisognerà riprendere i controlli e la manutenzione delle strade, migliorando i collegamenti a nord di Ferrara. Questo per rendere più attrattivo il territorio per chi è del posto e per chi non lo è, permettendo anche lo sviluppo di un marketing locale che sia di elevata qualità”.

Sviluppo economico e commerciale che secondo le idee di Matteo Fornasini, coordinatore di Forza Italia, passerà dalla riqualificazione e dalla pulizia di determinate zone della città: “Di fondamentale importanza sarà restituire sicurezza e decoro alla città e ad alcuni quartieri degradati. Per esempio, la stazione ferroviaria è il nostro biglietto da visita e non è accettabile che chi arrivi a Ferrara venga accolto in una situazione del genere fatta di delinquenza”.

“Il nostro obiettivo – ha continuato Fornasini – sarà quello di creare un ufficio di accoglienza turistica in Gad, insieme a un campo sportivo polivalente nei giardini del grattacielo. Inoltre vorremmo rivedere completamente il sistema di raccolta rifiuti, cercando anche di colmare quel gap infrastrutturale che da sempre ha la nostra città e promuovendo la semplificazione burocratica per le associazioni interessate ad aprire nuove attività”.

Per Giorgio Massini invece, candidato con la lista civica Ferrara Libera e portatore di una “concezione molto spinta del rilancio commerciale”, avere una città “pulita, sicura e ordinata sarà imprescindibile per puntare alla promozione delle bellezze cittadine, che negli ultimi anni sono state insufficientemente pubblicizzate”, sottolineando l’idea di avere “un centro storico prevalentemente pedonale, con l’utilizzo di viabilità elettrica e la presenza di direttive importanti come quelle di viale Cavour e corso Giovecca”.

“La riqualificazione edilizia e l’efficientamento energetico – ha successivamente spiegato Paride Guidetti, rappresentante del Movimento Cinque Stelle – saranno due punti che sosterremo con grande forza. Le nostre intenzioni saranno quelle di mettere fine alla grande distribuzione, favorendo le piccole attività commerciali, e riconvertire il petrolchimico in un’industria dedita alla produzione di bioplastiche. Grande attenzione verrà data anche all’aumento della sicurezza di chi guida e nell’incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, dalla ferrovia al miglioramento della viabilità ciclabile. Abbiamo in programma anche l’interramento della passaggio a livello di via Bologna”.

In chiusura poi, il compito di illustrare idee e proposte sui temi del lavoro, dello sviluppo economico e del turismo è spettato ad Alberto Bova di Italia in Comune-Ferrara Concreta, che non ha mancato di lanciare qualche frecciatina alla coalizione di centrodestra, criticandone e bacchettandone il programma elettorale: “Sento parlare persone che hanno il chiodo fisso dell’immigrazione, dove immigrazione e sicurezza sembrano essere l’unico problema. Poi, se alla fine si leggono le loro proposte, di tutto questo non c’è niente”.

“Occupare le periferie, incentivare le attività e cambiare la politica – ha concluso Bova – sarà più importante che vedere le persone di colore come un problema. Dovremo costruire ponti d’oro e incentivare le attività disposte a investire, anche e soprattutto aprendo uno sportello per reperire i fondi regionali ed europei”.

Poi, tornando al tema dell’incontro: “Dobbiamo permettere di tenere aperti le botteghe e i piccoli esercizi commerciali e per far questo proponiamo un rimborso a bando di Tari per un fatturato fino a 100.000 euro e di Tari e Imu per fatturato inferiore 50.000 euro, proprio per favorire il mantenimento delle iniziative produttive”.

Italia in Comune sostiene il progetto della Cispadana, il potenziamento della Ferrara-mare e l’ampliamento a tre corsie dell’autostrada A13. Si avanza inoltre il progetto di una circonvallazione Est per limitare il traffico cittadino verso il centro e si propone di intervenire sulla viabilità cittadina attraverso una più attenta ed efficace manutenzione, perché “la sicurezza stradale – sottolinea Bova – passa obbligatoriamente per la manutenzione”.

Tra gli assenti al confronto anche Francesco Rendine (Gol), che ha optato per lasciare la tribuna ancora prima che iniziasse, affermando come “a un dibattito in cui i surrogati partecipano non mi confronto”, per poi rincarare la dose e puntare il dito nei confronti di Calò, dicendo di non voler avere a che fare con “chi non ha mai lavorato”.

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