Ven 3 Mag 2019 - 570 visite
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Sulpl contro il comandante della municipale: “Confonde le armi con gli strumenti di difesa”

La replica di Falcitano a Ciarlini: "Spray e bastoni estensibili non servono a militarizzare il territorio, ma a difendere gli agenti dalle aggressioni"

“Sicurezza sul lavoro per gli agenti non significa militarizzazione, ma possibilità di una migliore azione della polizia locale a tutela della cittadinanza”. Non tarda ad arrivare la replica di Luca Falcitano, coordinatore del Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), a quanto asserito dal comandante della polizia locale dell’Unione dei Comuni “Terre e Fiumi” Carlo Ciarlini.

“Preso atto dell’evidente carenza di organico del Corpo, rimaniamo esterrefatti davanti ad alcune dichiarazioni rilasciate – è la controreplica dell’agente sindacalista -. L’unico scopo del sindacato è quello di tutelare gli agenti del Corpo e far sì che gli stessi possano lavorare in sicurezza durante lo svolgimento del servizio”.

“Il comandante infatti è ben consapevole delle carenze in materia di attrezzature che abbiamo riscontrato e che abbiamo già segnalato direttamente allo stesso dirigente – spiega Falcitano -, se poi ci si vuole nascondere e dire che va tutto bene lo si faccia, ma noi come sindacato di categoria continueremo a denunciare pubblicamente le carenze in materia di sicurezza”.

“Sicurezza dei lavoratori che evidentemente non ha a cuore lo stesso comandante – attacca il numero uno del Sulpl – che addirittura confonde le armi con gli strumenti da difesa: spray e bastoni estensibili non servono a militarizzare il territorio, ma a difendere gli agenti dalle aggressioni, motivo per cui si parla di dotazioni di sicurezza”.

Modernizzare il Corpo, a detta di Falcitano, “significa renderlo al passo con i tempi anche sotto l’aspetto regolamentare, anche alla luce della nuova legge regionale approvata nel luglio del 2018, e che l’attuale regolamento della polizia locale non rispecchia negli scopi, soprattutto nei passaggi in cui si parla dei controlli dei centri storici, e su questo ultimo punto il Sulpl è fermo nel su pensiero: la polizia locale mentre controlla i centri storici, svolge attività di presidio della sicurezza urbana al pari della altre attività di controllo del territorio”.

Riguardo al ruolo della polizia locale a supporto delle polizie statali in materia di ordine pubblico, “ci sorprende che il comandante non sia con noi nella richiesta di riconoscimento della giusta indennità agli agenti, che ricordiamo svolgono i loro compiti con enormi differenze retributive e previdenziali rispetto ai colleghi delle polizie statali”.

A prescindere da ciò, “solleciteremo come Sulpl le nuove amministrazioni – rimarca Falcitano – affinché portino sui tavoli prefettizi la richiesta di liquidazione delle indennità, quando spettano, ma soprattutto la richiesta di un protocollo operativo chiaro e preciso che sancisca come debbano svolgersi le varie attività di controllo in materia di sicurezza urbana”.

“Nel banalizzare le richieste del sindacato forse il comandante dimentica quali sono le criticità quotidiane degli operatori che operano su strada – bacchetta Falcitano -; infatti una richiesta sui precedenti penali di una persona sottoposta a controllo, non può passare da ‘rapporti interpersonali’ di stima reciproca (come avviene ad oggi), ma da protocolli operativi chiari e precisi. Ad oggi la normativa di legge, se pur migliorata con il recente Decreto Sicurezza, non permette alla polizia locale di accedere direttamente alle banche dati delle forze di polizia, motivo per cui è opportuno per un miglior impiego delle forze in campo redigere dei protocolli operativi, come fatto in diverse realtà con i patti di sicurezza urbana”.

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